Legge di Stabilità 2015, ecco l’elenco delle brutte notizie contenute nel testo

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La legge di Stabilità 2015, approvata all’alba del 20 dicembre, porta con sè una serie di brutte notizie che in tanti avevano pronosticato, nonostante le inutili smentite del Goveno: ecco i provvedimenti canaglia che peseranno, ancora una volta, sui cittadini.

 

Nella notte tra venerdì e sabato il Senato ha approvato un maxiemendamento, integralmente sostitutivo della leggedi Stabilità 2015, che nasconde al suo interno una serie di provvedimenti canaglia, sbandierati come tali all’opinione pubblica solo dalle opposizioni.

Il Governo Renzi ha tentato, fino all’ultimo secondo, di congelare le “brutte notizie”, per poi inserirle – nottetempo e all’improvviso – nel blitz notturno al Senato.

Nei mesi scorsi vi avevamo già preannunciato i piani loschi del Premier, soprattutto in materia di aumento Iva (vedasi clausola di salvaguardia). Oggi vi raccontiamo, nel dettaglio, tutte le mazzate che questa legge di Stabilità “regalerà” ai cittadini italiani.

NIENTE TAGLI ALLE PROVINCE – Si garantisce fino al 2017, e per due anni, il posto di lavoro al personale in esubero delle Province in via di chiusura con il ricollocamento in altre amministrazioni. La mobilità interna scatterà solo a partire dal 2017 e non prevede i prepensionamenti. La gravità di tale provvedimento sta nel fatto che, ancora una volta, saranno i cittadini a dover farsi carico di inutili carrozzoni amministrativi, quali sono gli enti provinciali.

Ma Renzi non aveva promesso di abolire le Province?

PIÙ TASI PER TUTTI – La Local Tax, l’imposta unica sulla casa, sbandierata ai 4 venti come una vittoria del Governo, è stata rimandata a tempi migliori. Per tutto il 2015 restano congelate Tasi e Imu. Ma c’è poco da stare allegri: a parteire dal 2016, infatti, scatteranno gli aumenti delle aliquote Imu e Tasi previsti dalla legge di stabilità dello scorso anno, con l’innalzamento previsto del tetto al 6 per mille per Imu e Tasi (il tetto del 2,5 per mille per la Tasi sulla prima casa valeva solo per il 2014).

Ma Renzi non era quello che abbassava le tasse?

AUMENTANO LE ACCISE – E qui son dolori. Il Governo ha nascosto le mazzate più violente sotto il nome di “clausole di salvaguardia”: si tratta di vere e proprie bombe fiscale che verranno sganciate solo se i risultati della spending review non verranno raggiunti. Eppure gli italiani proprio non riescono a stare tranquilli. Se l’uomo dei tagli, il Commissario alla Spendig Review Carlo Cottarelli, è stato fatto fuori da Renzi proprio per impedirgli di portare a termine il suo lavoro, come si può pensaredi raggiungere risparmi tali da evitare la “clausola di salvaguardia”? Risultato: dal 30 giugno 2015 potranno aumentare le accise sulla benzina.

AUMENTA L’IVA – Stesso discorso fatto per le accise. Anche qui si gioca con la “clausola di salvaguardia”. Se non verranno raggiunti i risultati sperati, l’Iva aumenterà progressivamente fino al 25,5% mentre l’Iva agevolata (che oggi è al 10%) salirà fino al 13%. Qui trovi il dettaglio degli scaglioni fino al 2018.

Ah, quasi scordavamo.

Il Governo vi augura Buone Feste e un Sereno 2015.

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