L’instabilità politica fa paura e lo spread torna a volare. L’ennesimo “regalo” di Berlusconi

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Tutti si aspettavano questa risposta che puntualmente è arrivata: la crisi di Governo fa aumentare lo spread tra i titoli tedeschi e quelli italiani a quota 290 e fa andare in rosso tutti i titoli delle banche. E anche la galassia Mediaset è costretta a piangere. Berlusconi appoggerà un Letta bis per tutelare le sue aziende? A questo punto tutto è probabile.

 

Tutti se lo aspettavano. I migliori economisti italiani ne erano certi: l’annuncio di dimissioni dei ministri Pdl avrebbe creato il caos all’interno dei mercati finanziari.

Lo spread, che fino a quel momento era stato sotto i 264 punti, questa mattina è schizzato a quota 290 punti base. Con il rendimento dei titoli di Stato italiani che sale al 4,71% dopo che i ministri Pdl hanno risposto sì all’appello del capo Silvio Berlusconi. Il differenziale quindi è di 26 punti più alto rispetto a venerdì.

Tracollo anche per la Borsa di Milano che apre in calo con il Ftse Mib che cede in apertura il 2,4% a 17229 punti. A trascinare verso il basso l’indice di piazza Affari sono soprattutto i titoli bancari. Che risentono tutti del rialzo dello spread e quindi delle incertezze che arrivano dal mondo politico.

Il titolo che reagisce peggio è quello del Monte dei Paschi di Siena. Che rispetto a venerdì fa registrare un vistoso -6%. Intesa perde invece il 5% a 1,49 euro. Al terzo posto i titoli Unicredit con il 4%. Sospese in asta di volatilità Mediobanca, Mediolanum, UbiBanca e Ansaldo Sts.

 

Durante il periodo delle condanne e della decadenza le aziende di Berlusconi avevano fatto registrare il segno più. Non è lo stesso oggi e questo potrebbe far tornare il Cavaliere sui suoi passi e sostenere un’ipotesi di governo di scopo o Letta Bis.

Le aziende di casa Berlusconi infatti oggi aprono con il segno meno. Il titolo Mediaset, tra i peggiori ribassi del Ftse Mib, cede il 4,39% a 3,004 euro. Con quasi 800mila pezzi passati di mano. In rosso anche Mondadori  a -5,24% a 0,886 euro.

Anche le altre Borse europee aprono in calo, ma con flessioni decisamente più contenute. Parigi cede l’1,26% a 4.133 punti, mentre Francoforte perde l’1,15% a 8.561. In rosso anche le piazze di Amsterdam -0,86% e Londra a 6.440 punti (-1,11%).

Anche oltreoceano la situazione non è delle migliori. La Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in calo del 2,06%, penalizzata dallo stallo dei negoziati sul bilancio in Usa. Alla chiusura, l’indice Nikkei 225 delle ‘blue chip’ ha ceduto 304,27 punti attestandosi a quota 14.455 punti. L’indice esteso Topix ha lasciato sul terreno l’1,92% chiudendo a 1.194 punti. Nella media i volumi, con 2,71 miliardi di azioni passate di mano.

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