L’inefficienza della banche si abbatte come una valanga sul sistema italiano. Ecco perché

linefficienza delle banche si ripercuote sul sistema italia

Gli istituti italiani: rendimenti bassi, ma tassi alle imprese altissimi. Un problema per tutti.

 

Grazie alle informazioni fornite dai bollettini della Bce è possibile fare qualche analisi comparativa sul comportamento dei sistemi bancari nazionali nei confronti delle imprese e anche in questo caso l’Italia purtroppo non brilla per convenienza.

Per effettuare un’analisi sono stati utilizzati i soli dati omogenei fra paesi, perché la Banca d’Italia fornisce alla vigilanza europea dati meno disaggregati rispetto a quelli forniti dagli altri Paesi. Il dato di raffronto disponibile è quello sui prestiti alle imprese – di qualsiasi dimensione – con durata fino a 12 mesi, che è stato confrontato con l’analogo dato di Francia, Germania, Olanda e Spagna per i primi 10 mesi del 2013:

Il tasso medio sui finanziamenti fino a 12 mesi alle imprese italiane risulta essere il più alto dei cinque Paesi confrontati: quasi un punto percentuale superiore alla Spagna, 1,70% più alto che in Germania, 2,54% più che in Olanda e 2,81% più che in Francia. L’Italia appare il Paese più costoso per indebitarsi con il sistema bancario e occorre sempre ribadire che si tratta di un tasso medio tra quanto praticato alle grandi imprese e alle Pmi.

Quanto costa raccogliere denaro dai depositi con la clientela negli stessi Paesi? Il confronto è fatto sul tasso praticato per depositi a tempo fino a 12 mesi:

L’Italia è il paese che offre i maggiori rendimenti, ma non troppo distante da Olanda e Francia, mentre i bassi tassi offerti in Germania riflettono molto probabilmente la struttura dei tassi sulle obbligazioni governative che nel breve termine sono stati a tratti anche negativi.

La combinazione delle due strutture di tassi offre una vista sulla forbice raccolta/impieghi dei cinque sistemi bancari:

Il differenziale tra costo di raccolta diretta (depositi vincolati fino a 12 mesi) e tasso di impiego (finanziamenti entro i 12 mesi) mostra che la posizione del sistema bancario italiano è stata abbastanza allineata a quello tedesco e spagnolo, ma dalla fine dell’estate sta aumentando decisamente il margine. Anche questa potrebbe essere una conferma all’ipotesi fatta nell’ultimo post dell’anno che spiegava perché le banche italiane non avrebbero ridotto i tassi alle imprese nel corso del 2014.

Interessante la posizione ravvicinata di Francia e Olanda, che mostrano una forbice di tassi molto contenuta, le cui ragioni andrebbero investigate meglio. Le banche francesi sembrano offrire tassi molto elevati ai depositanti e molto interessanti per le imprese francesi – che, non dimentichiamolo, sono nostre dirette concorrenti- sui finanziamenti a breve.

Due le osservazioni finali:

– lo svantaggio competitivo per le imprese italiane che usano credito bancario rispetto ai concorrenti tedeschi e francesi è mediamente elevato (da 1,7% a 2,8% )

– le banche italiane non sono le più efficienti e le meno costose se presentano Roe così bassi nonostante la migliore forbice tassi in Europa. Parte della spiegazione va cercata nell’inefficienza del sistema Italia e nel livello di tassazione, ma come sempre c’è un messaggio chiaro in questi grafici: il sistema Italia non è competitivo anche perché le banche italiane non lo sono.

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