In parlamento si continua a litigare ma intanto aumenta l’Iva. Paga sempre il cittadino

aumenta iva

Mentre Pd e Pdl continuano a litigare sulla tenuta del Governo Letta e sul cambiamento della legge elettorale per le famiglie è crisi nera. Da oggi a mezzanotte l’Iva è aumentata dal 21 al 22%. Questo significa benzina più cara e bollette più salate. Con una conseguente stangata da 350 euro a famiglia. E a pagare saranno, come sempre, i più poveri.

 

Domani Camera e Senato dovranno pronunciarsi sul voto di fiducia al Governo Letta. Oggi però gli effetti pratici di questo scontro tra Enrico Letta e Silvio Berlusconi si possono già toccare con mano. L’Iva infatti è aumentata dal 21% al 22% contro la Germania che la applica al 19% e la Francia al 19,6%.

Chi verrà colpito? Certamente i cittadini che già adesso faticano ad arrivare a fine mese. Aumenterà il prezzo dei carburanti, delle bollette e di vari generi di consumo.

Per effetto del mancato slittamento dell’aumento dal 21 al 22% dell’aliquota ordinaria dell’Iva – si legge in una nota di Quotidiano Energia – il prezzo raccomandato della benzina salirà di circa 1,5 cent euro/litro, quello del diesel di 1,4 ed il Gpl di 0,7 cent. Anche se l’impatto sui prezzi praticati non dovrebbe essere immediato ma spalmarsi lungo la settimana in funzione della fisiologica rotazione delle scorte. Intanto i prezzi praticati sul territorio sono ancora in calo generalizzato, per via delle numerose riduzioni di quelli raccomandati la scorsa settimana. Le medie nazionali della benzina e del diesel adesso sono rispettivamente a 1,796 e 1,724 euro/litro (Gpl a 0,813)”. 

Sono previsti rincari, anche se contenuti anche nelle bollette energetiche con lo scatto della nuova aliquota. “

Non ci aspettiamo grosse riduzioni sullo sconto accumulato del 7,8% – ha dichiarato il presidente dell’autority energia Guido Bortoni –  che abbiamo annunciato venerdì, l’iva ha aliquote diverse sul gas, e il passaggio al 22% non dovrebbe aumentare l’intera tassazione, ma i conti dobbiamo ancora farli”.

La dichiarazione è arrivata a margine di un evento a Milano, parlando degli effetti sulla bolletta del gas dall’aumento dell’iva che è scattata a mezzanotte, e facendo riferimento agli sconti che l’authority ha varato tra aprile e agosto.

Il Codacons, come riporta il Fatto Quotidiano, calcola l’aumento di un punto percentuale dell’imposta sul valore aggiunto dovrebbe portare a una stangata di circa 350 euro all’anno a famiglia,

Una lunga serie di beni subirà domani un incremento dei listini, con conseguenze pesantissime sui consumi – dichiara il presidente Codacons, Carlo Rienziin base alle nostre stime, per effetto della maggiore Iva, gli acquisti delle famiglie registreranno una forte contrazione che potrà raggiungere quota -3% su base annua. L’incremento dell’Iva produrrà inoltre una vera e propria ecatombe nel settore del commercio, con ricadute enormi sul fronte occupazionale e sullo stato economico del nostro Paese”.

A subire l’impatto più rilevante saranno anche i beni più costosi, ma non solo quello: elettrodomestici, automobili, gioielli, pacchetti vacanze, tecnologia come tablet e smartphone. Ma non solo anche il prezzo di vestiti e calzature sarà in aumento. Anche la parcella dell’avvocato sarà ritoccata al rialzo.


Secondo le stime di Confcommercio, il punto di Iva in più provocherà un aumento dei prezzi tra ottobre e novembre di circa lo 0,4%, con inevitabili conseguenze anche nel 2014.

Al supermercato per quanto riguarda il carrello della spesa, non si dovrebbero avvertire troppe differenze di prezzi, in quanto la maggior parte dei prodotti alimentari sono tassati con aliquote più basse. Niente rincari, fortunatamente, per pane, carne, pesce, latte, uova, eccetera. Invariati anche i prezzi dei biglietti del cinema e del teatro, quelli dei gelati, dei farmaci e degli alberghi. 

Anche gli operatori economici dovranno applicare la nuova aliquota al 22% e, come spiega l’Agenzia delle Entrate, “qualora nella fase di prima applicazione ragioni di ordine tecnico impediscano di adeguare in modo rapido i software per la fatturazione e i misuratori fiscali, gli operatori potranno regolarizzare le fatture eventualmente emesse e i corrispettivi annotati in modo non corretto effettuando la variazione in aumento“.

Sul fronte politico, intanto, il primo effetto di una possibile crisi di governo è il blocco delle attività parlamentari. Slitta infatti il termine per la presentazione degli emendamenti al decreto legge Imu, previsto per ieri alle 13, fino a giovedì alla stessa ora. 

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