Imu, ecco chi dovrà pagare la tassa sulla prima casa. Ma solo dal 16 Dicembre…

imu ecco chi dovrà pagare

Le trattative in parlamento per la tassa sulla casa. E le nuove tabelle sulle rate.

 

La rissa di ieri in parlamento sull’Imu prelude a nuove tensioni per la tassa sulla casa. La prima è di quelle che fanno innervosire il contribuente italiano: soltanto il 16 dicembre si saprà con sicurezza se e quanto si dovrà pagare. Racconta il Corriere:

L’ennesimo colpo di scena, in una storia che dal dicembre 2011 di sorprese e cambi di marcia ne ha già riservato innumerevoli, è avvenuto con la presentazione in sede di conversione parlamentare del decreto legge 102 di un emendamento teso a ripristinare il tributo per le case con rendita catastale superiore a 750 euro; viene così messa in predicato l’abolizione integrale della prima rata per tutte le abitazioni non appartenenti alle categorie A/1, A/8 e A/9 e comunque, al di là delle effettive possibilità di accoglimento, fa pensare che la strada per arrivare nella legge di stabilità a un’eliminazione della seconda rata (prevista da un accordo politico ma in nessun modo finora messa nero su bianco in un testo legislativo) sarà molto accidentata se non impraticabile.

Anche perché, come è stato spiegato in parlamento ieri, si parla oggi di uno studio presentato insieme all’emendamento che rimandò la tassa sulla casa nei mesi scorsi:

Nell’analisi una delle ipotesi di rimodulazione dell’Imu partiva dal presupposto di elevare la franchigia sull’imposta fino a 756 euro, equivalenti a una detrazione media (l’entità effettiva dipende dall’aliquota applicata dal Comune) di 508 euro anziché i 200 previsti per il 2012. La perdita di gettito scenderebbe in questa ipotesi dai 4 miliardi derivanti dall’abolizione integrale del tributo a un miliardo e mezzo di euro. Tra gli scenari delineati da via XX Settembre c’era anche quello che prevedeva una franchigia fino a 650 euro di rendita (perdita di gettito limitata a poco più di un miliardo), o una esenzione fino a una rendita da 920 euro (perdita di oltre 2 miliardi) senza ulteriori detrazioni per la cifra eccedente o con detrazione da 200 euro (perdita di 2,2 miliardi). Va considerato comunque che il contributo degli immobili di maggior valore è decisamente significativo: nel 2012 le abitazioni principali che hanno pagato da 500 euro in su sono state solo il 9,91% (meno di due milioni di case) ma hanno garantito il 36,6% dell’incasso.

Le tabelle del Corriere spiegano chi dovrà pagare e quanto, secondo una simulazione, nelle città maggiori:

Repubblica ricorda che però ieri sono passati due emendamenti di Scelta Civica:

Sono stati ammesse anche due richieste di Scelta Civica: la prima innalza da 200 a 300 euro la franchigia, facendo pagare la residua parte dell’imposta oltre tale soglia; la seconda prevede che i redditi oltre i 55.000 euro paghino un decimo della rata di giugno. Tutte proposte viste come fumo negli occhi dal Pdl che non intende rinunciare all’esenzione per i ceti più abbienti: «Non arretreremo di un millimetro» ha commentato Schifani. Dalla problematica imposta sulla casa alle problematiche entrate: nei primi otto mesi dell’anno quelle da Iva sono crollate del 5,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012 (meno 3,7 miliardi). Il gettito, nel complesso, ha tenuto (meno 0,3 per cento) grazie alle imposte su redditi da capitale, ma il segno lasciato dalla crisi sui consumi e importazioni è forte e chiaro.

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