Il WSJ attacca la Merkel: “Non fa le riforme, Germania in recessione”. Mezza Europa esulta

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Finalmente. Da oggi anche Angela Merkel, la sbruffona d’Europa, finisce nel mirino del Wall Street Journal. E il colmo è che le viene accusato lo stesso “reato” politico per cui lei mette alla gogna mezza Europa: “Non fa le riforme e la Germania è in recessione”. Tanto è vero che il Governo ha dovuto tagliare, ancora, le stime di crescita per il 2014 e il 2015. Diciamocela tutta: non vedevamo l’ora che anche l’antipatica crucca finisse sotto accusa.

 

Come riporta l’Huffpost, anche la Merkel è finita nel mirino del Wall Street Journal, perchè “non fa le riforme”.

Ma la tirata d’orecchi è arrivata anche da altri due autorevoli economisti, che hanno puntato il dito contro la Cancelliera.

Prima è stato il leader dell’Eurogruppo Jeroem Dijsselbloem, secondo cui “le riforme non si possono fare ogni 20 anni” e la Germania non dovrebbe adagiarsi sugli allori, “se intende mantenere la sua competitività“.

Il colpo di grazia lo ha dato, infine, il Presidente Bundesbank, Jens Weidmann, che ha sì fatto la ramanzina a Francia e Italia – come al solito verrebbe da dire – ma, ed è questa la novità, ha punzecchiato anche la sua Germania: “La progressiva globalizzazione, i rinvii sulla politica energetica, l’alto indebitamento statale e l’invecchiamento della società metteranno fortemente alla prova anche la Germania nei prossimi anni. Sono le grandi sfide che si deve porre la politica tedesca“, ha detto il presidente della banca centrale tedesca.

Che poi ha rincarato la dose: “L’attuale raffreddamento della congiuntura dimostra che anche la crescita tedesca non è immune da disturbi esterni. compito della politica coltivare il terreno giusto per gli investimenti delle imprese, per innovazione e occupazione“.

Chiosa finale: “Non ho la sensazione – ha concluso – che tutte le decisioni di politica economica degli ultimi tempi rendano giustizia a questo“.

A dare ragione alle tesi che vorrebbero la Merkel sotto accusa, arriva il dispaccio dell’agenzia Reuters, secondo cui “il governo tedesco la prossima settimana rivedrà al ribasso le proprie stime di crescita per il 2014 e il 2015. Una revisione al ribasso delle stime di crescita appare inevitabile dopo la contrazione dello 0,2% registrata dal Pil tedesco nel secondo trimestre dell’anno e una serie di dati deboli, compresi quelli sulla produzione e sulle esportazioni, che indicano un terzo trimestre di stagnazione. Questa settimana il Fondo monetario internazionale ha ridotto le stime sulla crescita tedesca all’1,4% per il 2014 e all’1,5% per il 2015.”

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