Il Wall Street Journal boccia Letta. “L’unica stabilità che garantisce è quella del cimitero”

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L’Italia a forza di austerity e governi Monti-Letta con l’unico obiettivo della “stabilità” è l’unico (l’unico) “Paese del Sud Europa a non avere incrementato la propria competitività dall’inizio della crisi: un governo paralizzato che non sa far ripartire l’economia” – Ovvero: a forza di stare fermi e non investire, troveremo la pace. Dei sensi…

 

Il Wall Street Journal torna a occuparsi dell’Italia e del governo presieduto da Enrico Letta.

E pone un interrogativo a dir poco imbarazzante: l’Italia rischia di arrivare ad una stabilità simile a quella di un cimitero? Il nostro Paese – si legge sul quotidiano economico – “ha fatto più progressi di ogni altro nel ripianare il proprio bilancio”, ma ha bisogno di riforme e il governo non riesce a portarle avanti perché “appare paralizzato”.

Siamo l’unico Paese del Sud Europa – sottolinea impietoso il Wsj – che non ha incrementato la propria competitività dall’inizio della crisi: “Ed è difficile comprendere come, con una crescita dell’1% scarso, possa centrare i target europei per il debito”. Il governo punta molto sul lavoro del commissario Cottarelli, “ma nessuno è convinto, anche Monti ci aveva provato, ma non ha ottenuto nulla”.

Il foglio finanziario traccia tre scenari: il primo è quello di un governo “senza catene” in grado di lanciare le riforme; il secondo è che il successo di Matteo Renzi alle primarie del Pd costringa il governo Letta “ad accettare nuove elezioni per arrivare ad
un governo di maggioranza” che possa agire con maggiore autonomia; il terzo è che Renzi non riesca a “soppiantare” Letta, che ha “il sostegno parlamentare del proprio partito e del capo dello Stato Giorgio Napolitano”, e che i due vengano trascinati “nella loro amara rivalità”, portando a un nuovo stallo politico che ostacoli le riforme.

In questo quadro, osserva infine il Wsj, “non sorprende che molti italiani temano che la stabilità che offre Letta si scopra essere quella di un cimitero”. Dove effettivamente la situazione è stabile ma a prevalere è la morte, non la vita.

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