“Il redditometro è aleatorio e inquietante: sistema fiscale da Ancien Régime.”

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È l’istituto Bruno Leoni a giudicare, in modo tranciante, il nuovo strumento dell’Agenzia delle Entrate per scovare i furbetti del fisco. Ma sotto l’occhio costante del Grande Fratello restano solo le persone comuni a dover giustificare qualsiasi acquisto o risparmio, mentre lo Stato canaglia continua a spendere e spandere senza dover dare conto ai cittadini. Che pagano le tasse.

 

L’Agenzia delle entrate con una circolare ha reso operative le norme sul nuovo redditometro. Che non contiene indicazioni particolarmente significative rispetto a quanto non si sapesse già.

Si tratta di un documento più severo del precedente. Lo scostamento tra reddito dichiarato e spese sostenute presunte si riduce da un quarto a un quinto. E’ quindi sufficiente che si verifichi per un solo periodo di imposta anziché due e che si ritiene che le spese siano sostenute con redditi dell’anno in corso.

Erano già note anche le tipologie di spese che finiscono sotto lo sguardo dell’Agenzia e come si calcolano induttivamente in mancanza di dati certi. Uno tra questi è l’anagrafe tributaria oppure la dimostrazione del contribuente. Nessuna novità  nemmeno sulla mortificazione del risparmio, quell’attitudine costituzionalmente tutelata che ha evitato di individuare altri problemi più gravi.

Una circolare quindi che conferma lo spirito e la ratio che hanno animato il legislatore nella perenne lotta al fantasma dell’evasore, visto come “un uomo qualsiasi, che aspira a mandare i figli alle scuole private perché in quelle pubbliche può anche mancare la carta igienica; un piccolo borghese che si ricorda, bontà sua, di detrarre le spese farmaceutiche dai redditi imponibili e che si premunisce per i tempi duri con una polizza sanitaria.

Persone che hanno un abbonamento alla stagione teatrale per trascorrere qualche serata diversa, o che si allietano a curare il proprio orticello di cui lo Stato tutto vuole sapere  ma che a loro nessuna spesa deve giustificare.

Gli effetti del redditometro andranno valutati una volta che sarà utilizzato. Molto dipenderà dall’uso che l’Agenzia ne farà. Una discrezionalità che resta inquietante in un sistema fiscale in cui una pressione insopportabile sta schiacciando imprese e famiglie. L’agenzia delle entrare chiede a noi cittadini, simili l’uno all’altro nei gusti e nei comportamenti di spesa è assegnato un valore medio come se non esistessero le preferenze individuali. Siamo considerati evasori “salvo prova contraria”, nemici dello Stato, spettri a cui dare la caccia a scopo dimostrativo.

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