Il Governo degli Utili Idioti: 8 miliardi di deficit solo a maggio, lo Stato tassa e la banca incassa

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A furia di subire l’ondata mediatica di quotidiane stronzate colossali – dall’orango alla kazaka, fino al pistolino di Berlusconi – si corre il forte rischio di guardare il dito e perdere di vista la luna. Che è piena di debiti. Gli Utili Idioti del Governo Letta, nel solo mese di maggio, sono stati in grado di accumulare oltre 8 miliardi di deficit. Il debito pubblico, lo abbiamo detto ieri, ha toccato cifre record. Ecco perché siamo sull’orlo del baratro.

 

IL DEFICIT DI LETTA – Non hanno avuto  lo stesso risalto però hanno avuto le notizie sul deficit del settore statale nei primi quaranta giorni di Governo Letta. Quel segno meno che potrebbe portare il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni a chiedere ancora lacrime e sangue ai cittadini italiani.

Prima di snocciolare dati e cifre occorre spiegare che cosa si intende per settore statale. Non si tratta di altro che l’aggregato costituito dalbilancio dello Stato e dalla gestione di Tesoreria, quest’ultima ricomprendente le operazioni dei bilanci delle Aziende autonome, della Cassa Depositi e Prestiti nonché altre operazioni di Tesoreria.

Ora andiamo ai dati e vediamo che la tendenza negativa tra entrate e uscite continua anche nel mese di maggio. Tutto compreso nel periodo di Governo di Enrico Letta. Questi i dati comunicati dal ministero dell’Economia: gli incassi dello Stato sono di 34, 786 miliardi di euro contro i pagamenti che ammontano invece a 43,563 miliardi di euro dei quali quelli per interessi sono di 7, 360 miliardi di euro.

Il dato allarmante è quello che nel solo mese di maggio si sono accumulati 8,777 di deficit che deve essere coperto.Per i titoli a breve termine sono stati investiti 3,575 miliardi di euro. Per quelli a lungo termine 24, 721 miliardi di euro. Per un totale di meno 20, 017 miliardi di euro derivante da altre operazioni.

Certo il deficit rispetto al mese di aprile in cui ha toccato punte di 11,072 miliardi di euro è in diminuzione ma l’allarme resta. Una tendenza tutta negativa quella del 2013 che a gennaio era di 2,437 miliardi di euro, a febbraio ha raggiunto un deficit di 12,522 miliardi di euro e a marzo il record dell’anno con 21,489 euro. Quando il governo Monti lavorava soltanto per le questioni di ordinaria amministrazione e non si riusciva a trovare la quadra del cerchio per formare un nuovo esecutivo con annesso ministro dell’Economia.

L’ultimo dato positivo riguarda dicembre 2012 in concomitanza con la fine dell’esecutivo tecnico quando si segnava un surplus di 13,208 miliardi di euro.

I guai del Governo Letta da allarme rosso purtroppo non terminano qui. E’ di poche ore fa infatti la notizia secondo cui il deficit ha portato a un aumento record del debito pubblico.

DEBITO RECORD – A maggio di quest’anno è aumentato di 33,4 miliardi di euro rispetto al mese precedente raggiungendo un livello di 2.074,7 miliardi di euro. Un record assoluto per tutto il 2013.

La Banca d’Italia nel comunicarlo ha specificato anche che l’aumento riflette principalmente l’incremento di 20,4 miliardi nelle disponibilità interne liquide del Tesoro che hanno raggiunto 62,4 miliardi contro 35,8 nel mese di maggio del 2012. Ha inciso nell’aumento del debito pubblico anche i fabbisogno delle amministrazioni pubbliche del mese che è pari a 11,5 miliardi di euro. Dati che fanno certamente a pugni con quello che predica il Governo Letta in quota Pdl che chiede di eliminare l’Imu e di non toccare l’Iva.

Sono proprio questi ultimi dati che hanno contribuito alla situazione disastrosa in cui si trova l’Italia. Infattile le entrate fiscali sono cresciute, ma moderatamente, attestandosi nei primi cinque mesi del 2012 a quota 143,171 miliardi di euro con uno 0,7% in più rispetto al periodo gennaio-maggio 2012. I mancati incassi Iva, l’imposta sui consumi, avrebbero provocato la situazione attuale. In Italia si è verificato un calo del 6,8% indietro di quasi 9 punti rispetto, per esempio, al Regno Unito che nello stesso periodo ha visto crescere il gettito Iva dell’1,9%.

In ogni caso, l’andamento del gettito Iva per l’Italia nei primi cinque mesi del 2013 è il peggiore tra i più grandi Paesi europei.

LA SPECULAZIONE – Lo Stato ha due modi per recuperare i soldi del deficit e il debito pubblico. Il primo è quello più impopolare dell’aumento della fiscalità sui cittadini. Altro che abolizione dell’Imu o blocco dell’Iva. Una situazione che potrebbe portare il Governo Letta ad avere vita breve.

Perché da una parte dovrà dare ascolto alle strategie politiche e cercare di aumentare il meno possibile le imposte come chiede il Pdl. Dall’altro però non può permettersi di far sì che la crisi economica aumenti a vista d’occhio come è avvenuto anche durante il Governo del suo predecessore Mario Monti.

Aumentare le tasse significherebbe quindi creare una nuova crisi di governo e nuova instabilità politica. L’unica alternativa resta quindi quella di chiedere prestiti alle banche. 

Ma come funziona? L’esempio ci è stato fornito da Luigi Pandolfi in un articolo di Micro Mega.it. Ha spiegato tutto partendo da dei dati del dicembre 2011, quando i venti della speculazione soffiavano davvero forti. Fu allora che la Banca Centrale Europea (come potrebbe farlo anche oggi) ha accordato a 523 banche private europee finanziamenti per circa 500 miliardi di Euro a un tasso fisso agevolato dell’1%. Una cifra con la quale le banche hanno acquistato titoli di Stato a un rendimento del 5-6%.

In quel periodo la Banca d’Italia dopo l’asta della Bce ha acquistato Btp e altri titoli affini per un importo di circa 30 miliardi di euro passando in termini di portafoglio complessivo da 209 miliardi a 237 in un solo mese. Una cosa simile si è verificata anche qualche mese dopo. Con la seconda base d’asta della Bce del febbraio 2012. Quando vennero assegnati 530 miliardi di euro a 800 banche europee. Mille miliardi in tre mesi, pari alla metà del nostro astronomico debito pubblico che sembra ingestibile agli occhi dei poco esperti.

LO STATO TASSA, LA BANCA INCASSA – Gli ingranaggi si muovono così. Lo Stato si svena verso l’Europa tartassando di imposte i propri cittadini e cancellando i più elementari diritti emettendo nuovi titoli del debito pubblico. La Bce incassa questi soldi e li presta a banche private tra cui anche la Banca d’Italia. Gli istituti di credito invece di finanziare imprese in difficoltà li danno agli  Stati con interesse quattro o cinque volte superiori a quelli con cui li hanno ricevuti.

Il denaro che circola è sempre lo stesso ma i perdenti sono i cittadini mentre chi ci guadagna sono le banche e gli speculatori finanziari. Ed è proprio per questo motivo che gli Stati e le banche non hanno quindi alcun interesse ad azzerare il debito perché altrimenti non ci sarebbe nulla da guadagnarci. Nel 2012 con i soldi della Bce hanno guadagnato più di 15 miliardi di euro. I ricavi del 2013 sono ancora ignoti mentre Berlusconi e Letta possono continuare a giocare al teatrino Imu e Iva si o no. 

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