Il futuro prossimo dell’economia europea

Schaeuble, Ministro delle Finanze tedesco

Schaeuble, Ministro delle Finanze tedesco

L’Unione Europea sta affrontando il periodo più critico di tutta la sua esistenza, ed appare divisa e frammentata in singoli interessi nazionali ora più che mai. Non siamo mai stati più lontani dall’idea di unità e comunanza che dovrebbe essere la base – di certo idealista e probabilmente avventata – dell’UE, un’idea che non si è mai realmente affermata mentre hanno prevalso gli interessi dei singoli stati, primo fra tutti quello della più grande potenza del continente, vale a dire la Germania.

Come riportato nel sito di news finanziarie eurusd.it, Il punto apicale della crisi greca sembra passato, ma è davvero così? L’economia del piccolo paese ellenico si è contratta negli ultimi anni come poche volte è accaduto nella storia al di fuori di periodi di guerra e catastrofi naturali. Nelle più calde giornate della crisi di questa estate sembrava che i più intransigenti politici dell’UE, capitanati dal ministro delle finanze tedesco Schaeuble, fossero pronti a far uscire la Grecia dall’euro, per proseguire la strada della moneta unica senza di lei. Invece la Grecia ha accettato di sottostare all’ennesimo processo di tagli e privatizzazioni, pur di ricevere ancora prestiti e rimanere nell’euro.

Ma come potrà uscire da questo circolo vizioso? Come potrà ripagare i suoi debiti senza una crescita, che sarà impossibile ancora per molti e molti anni? La prospettiva di una ristrutturazione del debito greco sembra inevitabile, e infatti è ormai apertamente caldeggiata dal Fondo Monetario Internazionale. Prima o poi, si spera, anche Schaeuble e gli altri intransigenti saranno costretti a cedere, ma quanto ci vorrà? È difficile prevederlo.

Anche perché la crisi greca non è certo l’unica incertezza sul futuro dell’UE. Per prima cosa ci saranno le elezioni spagnole, con Podemos e le sue istanze anti-austerità che rischiano di guadagnare ampi consensi. Con la terribile sconfitta inferta a Tsipras, i falchi tedeschi sperano probabilmente di aver annichilito le spinte anti-austerity provenienti dai famosi PIIGS, ma è davvero così? Poi, ci saranno le elezioni tedesche, le più difficili da molto tempo a questa parte. Forte è il sentimento anti europeista persino nella stessa Germania, che affronta per di più anche un periodo di relativa difficoltà economica, con una crescita che appare rallentata. Nel frattempo l’economia francese è ufficialmente in stallo, mentre l’anti-UE Front National continua a crescere.

Ma sentimenti anti-europeisti crescono anche al di fuori della zona euro. Parliamo della Gran Bretagna e del referendum proposto dal premier Cameron per uscire dall’UE. Un referendum che porterebbe a una disintegrazione politica di cui è difficile, di nuovo, prevedere le conseguenze. Insomma, il futuro dell’Unione Europea è più che mai incerto. Quello che si può prevedere è appunto una continuazione di questa incertezza, con conseguenze, ad esempio, sulla tenuta dell’euro, che difficilmente potrà riguadagnare in tempi brevi il terreno perso nei confronti del dollaro.

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