Aumento Iva, follia Renzi: nella legge di stabilità spunta la clausola di salvaguardia

Aumento Iva, ecco l'ultima follia di Renzi

Aumento Iva, ecco l’ultima follia di Renzi

Zitto zitto quatto quatto il Premier Renzi ha inserito nella Legge di Stabilità la cosiddetta “clausola di salvaguardia” che prevede, nel caso in cui non si riesca a rientrare dal deficit attraverso la spending review, un aumento Iva fino al 25%, tassando ancora di più i consumi e costringendo il Paese a un futuro alquanto nefasto. La denuncia della Confcommercio, dettagliata e puntuale, è un pugno nello stomaco per quanti credevano di aver trovato nell’attuale Premier il leader in grado di portare l’Italia nel Nuovo Mondo. E invece…

Aumento Iva, l‘Ufficio Studi Confcommercio evidenzia che “in una manovra proposta come orientata al taglio delle tasse, ci sono purtroppo previsioni di incrementi netti d’imposta”. Con i soli aumenti Iva, nel triennio 2016-2018 si avranno complessivamente 65 miliardi in meno di consumi da parte delle famiglie.”

Il giudizio dell’Ufficio Studi Confcommercio, contenuto nel Rapporto sul terziario, è netto e lamenta il fatto che “in una manovra proposta come orientata al taglio delle tasse, ci sono purtroppo previsioni di incrementi netti d’imposta“, ovvero il generalizzato aumento Iva, sia di quella ridotta del 10% sia di quella ordinaria del 22%, a partire dal 2016.

Si tratta, scrive ancora la Confcommercio, di un incremento che tra il 2016 e il 2018 porterà le aliquote dal 10 al 13% e dal 22 al 25%.

Le conseguenze? Disastrose.

L’aumento dell’Iva, infatti, unito a quello delle accise, avrà “inevitabili effetti depressivi su Pil e consumi“.

Secondo i calcoli effettuati dall’Ufficio Studi, “solo con gli aumenti Iva, nel triennio 2016-2018, si avranno complessivamente 65 miliardi in meno di consumi da parte delle famiglie, mentre la crescita dei prezzi nel 2018 rispetto al 2015 sarà del 2,5%.” 

Ha provato a gettare acqua sul fuoco il viceministro dell’Economia, Luigi Casero, secondo cui bisogna stare tranquilli perchè “la clausola di savaguardia non scatterà: i tagli della spending review saranno fatti, così come arriveranno gli introiti dalla lotta all’evasione“.

A dargli manforte ci ha pensato Filippo Taddei, responsabile Economia del Partito Democatico, nel corso del suo breve intervento al Forum dei Giovani Imprenditori: “Dubitare è legittimo, ma sono sorpreso delle reazioni. Le clausole di salvaguardia ci sono sempre state nelle manovre economiche e le abbiamo praticamente tutte evitate. Eviteremo l’aumento Iva“. 

Eppure gli italiani proprio non riescono a stare tranquilli. Se l’uomo dei tagli, il Commissario alla Spendig Review Carlo Cottarelli, è stato fatto fuori da Renzi proprio per impedirgli di portare a termine il suo lavoro, come si può pensare di raggiungere risparmi tali da evitare la “clausola di salvaguardia”?

E infatti l’aumento Iva viene confermato in un documento del Senato (qui il pdf), che tutti possono visionare: “Si rinvia al 2017 gli aumenti predisposti dall’ulteriore clausola (di salvaguardia, ndr) introdotta dalla legge di stabilità 2015“.

Rinviata ma fissata con dei parametri ben precisi: “L’aumento dell’aliquota IVA del 22 per cento di due punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2016 è posticipato al 1° gennaio 2017 (cioè dal 22 al 24%), mentre l’aumento di un ulteriore punto percentuale dal 1° gennaio 2017 slitta al 1° gennaio 2018 (cioè dal 24 al 25%)“.

E ancora: “L’aumento dell’aliquota IVA del 10 per cento di due punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2016 è posticipato al 1 gennaio 2017; conseguentemente, a tale data l’aliquota sarà incrementata di tre punti percentuali, vale a dire dal 10 al 13 per cento“. 

Viene il sospetto che il Governo Renzi voglia dare l’ennesima batosta ai cittadini, dopo il Salva Banche. Si salvi chi può.

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