Fisco, ennesima giravolta politica. L’autodenuncia si tramuta in un pasticcio

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Tutto da rifare. Il Decreto che disciplinava la voluntary disclosure non verrà convertito in legge, come riporta Affariitaliani, ed essendo stato varato il 29 gennaio, eserciterà i suoi effetti fino al 28 marzo; poi la fine.

 

Peccato che, nel frattempo, alcuni contribuenti, rassicurati anche dalle informazioni rilasciate dall’Agenzia delle Entrate (che ha annunciato che i modelli approvati sarebbero stati ritenuti validi anche in presenza di modifiche in sede di conversione del decreto), abbiano già iniziato il percorso di pace con il fisco e, quindi, si troveranno in mezzo al guado e, permetteteci, al guano! Sì perché, questi volenterosi contribuenti, hanno svelato i loro segreti e i loro peccati al fisco, e ora non saranno più tutelati dalla legge. Il decreto sulla voluntary prevedeva che, per poter fare pace con il fisco, non dovessero essere iniziate ispezioni o verifiche da parte dell’amministrazione finanziaria. Così, alcuni contribuenti, si sono affrettati a presentarsi spontaneamente a raccontare i loro peccati, prima che fosse troppo tardi. Ora però si ritrovano nudi davanti all’Agenzia delle Entrate, allo scoperto sul campo di battaglia senza neanche un elmetto in testa…

E se è auspicabile che gli uomini di Attilio Befera chiudano un occhio davanti a questo pasticcio normativo, ci domandiamo come possano far finta di non conoscere le norme sull’antiriciclaggio. Come potrebbero non applicarle? Sarebbero passibili di azioni penali! Secondo le regole dell’antiriciclaggio dovrebbero denunciare tutti i contribuenti che si sono affrettati a cercare di mettersi in regola e che palesemente, a questo punto, hanno commesso violazioni valutarie e, forse, anche riciclaggio di soldi. Ma, allo stesso tempo, tutti i solerti contribuenti, traditi nelle loro convinzioni, potrebbero, a loro volta, denunciare lo Stato per violazione del legittimo affidamento. Insomma il solito pasticcio all’italiana.

E ancora, visto che sono pronti due nuovi progetti di legge per riproporre in maniera diversa la voluntary disclosure, cosa succederà se un contribuente dovesse ritenere che le nuove regole siano per lui non applicabili? Come potrà sottrarsi ad aderire alla nuova voluntary posto che è, appunto, ormai allo scoperto sul campo di battaglia?

Quello che ancora una volta tristemente constatiamo, è che in Via XX Settembre (e di riflesso all’Agenzia delle Entrate), non hanno ancora capito quanto fondamentale sia la credibilità di cui dovrebbe godere l’Amministrazione finanziaria agli occhi dei contribuenti, senza credibilità il rapporto è rovinato all’origine!!

Questi cambi di rotta, questo cambiare le regole a partita iniziata, come tanti altri casi del passato, hanno compromesso e continuano a compromettere la fiducia dei contribuenti verso le Istituzioni, minando alle fondamenta qualsiasi tentativo di instaurare rapporti di stima. E la storia continua…

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