Evasione fiscale nella Capitale. Tra affitti in nero e scontrini non emessi, un vortice mangiasoldi

evasione fiscale a roma un vortice mangiasoldi

Scontrini non emessi, finti poveri, riciclaggio e affitti in nero, negli ultimi 12 mesi, l’evasione fiscale tra Roma e la provincia è arrivata a quota 8,6 miliardi di euro, e 260 milioni sono soltanto di Iva evasa.

 

È il bilancio dei controlli eseguiti nel 2013 forniti dagli investigatori del Comando provinciale della Guardia di finanza. In tutto sono state denunciati 5000 evasori, 432 sono stati arrestati per traffico di droga, riciclaggio, usura e violazioni tributarie, e sono stati sequestrati beni per oltre 523 milioni di euro e 90 chili di droga.

GLI SCONTRINI

Sono stati 16.952 i controlli negli esercizi commerciali, 10.460, si sono chiusi con esito irregolare, in pratica con una mancata emissione di tre scontrini su cinque. Lo scorso anno su 18.210 controlli, 9.502 sono risultati irregolari. L’evasione fiscale dei commercianti è aumentata di quasi l’11 per cento, in particolare i finanzieri hanno riscontrato che la maggior parte delle irregolarità riguardano gli esercizi commerciali del centro.
Si fingevano più poveri dei poveri le 393 persone il cui patrimonio è finito tra le verifiche dei finanzieri, le loro dichiarazioni dei redditi erano praticamente zero, e quindi usufruivano delle agevolazioni statali previste per chi non ha reddito. Le fiamme gialle hanno denunciato 222 falsi poveri e accertato frodi per circa 53 milioni. Ammontano invece a 4,6 milioni le truffe ai danni di enti previdenziali e assistenziali (132 denunce). Sul versante delle frodi al servizio sanitario nazionale il danno è invece di 1,7 milioni (280 denunciati).

AFFITTI IN NERO
La guardia di finanza ha scoperto 2.900 evasori nel settore immobiliare. Nel settembre 2013, il Comando provinciale della Guardia di finanza ha siglato un’intesa con i rettori della Sapienza, Roma Tre e Tor Vergata, con la Regione e il Comune per contrastare il fenomeno degli affitti in nero, e verificare i pagamenti e le tasse da versare alla regione e all’Università. L’iniziativa è stata affiancata dalla distribuzione di un vademecum, dal titolo «Studia e Vivi Roma», cheche serve come guida agli studenti fuori sede che cercano casa, e dalla creazione di una casella di posta elettronica dedicata alla ricezione di segnalazioni sul tema degli affitti in nero. Un punto mobile di ascolto funzionerà da domani e sosterà davanti alle università romane per raccogliere informazioni, ricevere segnalazioni e registrare contratti di locazione in nero.

I finanzieri hanno anche scoperto 1000 lavoratori in nero e oltre 2000 irregolari. «Dall’analisi dei dati – spiega il generale di divisione Carmine Lopez, comandante regionale del Lazio – emerge evidente l’impatto che la nostra attività ha sulla vita economica e sociale, a tutela del suo tessuto produttivo.

Certi risultati vanno letti anche alla luce della nostra sempre maggiore capacità di analisi e di intervento, ma è indubbio che certi fenomeni di sommerso siano in crescita anche in tema di evasione: mi riferisco, tra gli altri, a bar o ad altri esercizi commerciali che emettono gli scontrini o assumono regolarmente manodopera, ma poi dimenticano di presentare la relativa dichiarazione fiscale.

Continueremo a lavorare per far sempre più emergere queste situazioni di sommerso, questo è importante per favorire il rilancio della crescita economica.

E non smetteremo nemmeno di monitorare e tenere sotto controllo i grandi patrimoni».

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