Cottarelli pensa alla spending review, ma intanto ci costa 2200 euro al giorno

cottarelli pensa ai tagli per gli italiani ma intanto ci costa 2200 euro al giorno

Mister spending review, Carlo Cottarelli, guadagna 2.200 euro al giorno. Come racconta Il Tempo, il commissario «tagliatutto» in soli 68 giorni (Natale incluso) del 2013 ha intascato 150mila euro.

 

Cottarelli è il commissario alla revisione della spesa, colui che decide dove tagliare per non far affondare le finanze pubbliche del nostro Paese.

Il suo stipendio non è deciso arbitrariamente da qualcuno, ma è stabilito dalla legge (decreto legge 98 del 2013) e si aggira intorno al milione di euro annuale: “Quell’articolo della legge del 2013, successivamente fissa come deve essere pagata la retribuzione del commissario. «Agli oneri derivanti dall’articolo 4, nel limite massimo di 150mila euro per l’anno 2013, di 300mila per ciascuno degli anni 2014 e 2015 e di 200mila euro per il 2016 si provvede mediante corrispondente riduzione» del fondo per interventi strutturali di politica economica. Quindi, totale fa 950”

“Ma non avrebbe potuto il Parlamento decidere di dividere quei 950 per tre anni? Se così avesse fatto, il governo avrebbe dovuto corrispondere a Cottarelli 316mila euro all’anno, ma sforando il tetto ai manager. Così si è deciso di spezzettarlo su quattro anni, includendo – per una piccola parte – anche il 2013. Con un effetto da ridere”.

Non mancano quindi aspetti tragicomici in questa vicenda:

“E già. Perché l’ex direttore generale del Fondo Monetario Internazionale si è insediato a Roma soltanto il 23 ottobre (sino al giorno prima ha lavorato nell’organizzazione di Washington come si evince anche dal sito del Fmi). Il che vuol dire che per l’anno scorso ha lavorato 68 giorni, compreso tutti i sabati, le domeniche, Natale, vigilia, Santo Stefano, festa dell’Immacolata e San Silvestro. Dunque, se gli fosse stato applicato il massimale – i 150mila euro – diviso i 68 giorni dal 23 ottobre alla fine dell’anno, ciò vorrebbe dire che Cottarelli è costato allo Stato poco più di 2200 euro al giorno”.

Bisogna però usare il condizionale, perché quanto sia stato effettivamente corrisposto a Cottarelli è ignoto. Poca trasparenza, scrive sempre il quotidiano romano:

“Perché fin qui è possibile descrivere quanto previsto dalla legge. Ma non quanto effettivamente corrisposto. Infatti il contratto stipulato tra il ministero dell’Economia e il commissario alla spesa non è stato pubblicato on line. 

Sarà stata certamente una dimenticanza. Perché alla trasparenza Cottarelli tiene molto al punto da dedicare a questo argomento un’intera slide di quelle presentate al governo”.

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