Coldiretti, una famiglia su tre chiede soldi ai genitori per sopravvivere

una famglia su 3 chiede aiuto ai genitori

La ricerca di Coldiretti: il 10% della popolazione non arriva a fine mese senza aiuti. E crolla il popolo delle partita Iva: meno 400 mila lavoratori in cinque anni.

 

La crisi continua ad abbattersi sul mondo del lavoro e sul risparmio delle famiglie. A confermare le difficoltà degli italiani sono diverse indagini che fotografano quanto sta accadendo. A partire dal crollo del popolo delle partite Iva, che in cinque anni ha visto cessare l’attività 400 mila lavoratori indipendenti. C’è poi da registrare la crescente difficoltà dei cittadini di arrivare a fine mese, con un italiano su tre che si trova costretto a chiedere aiuto alla famiglia. In questo contesto, cresce la propensione al risparmio. E l’Italia si classifica maglia nera in Europa per la capacità di spesa. 

Ma andiamo con ordine. Secondo i calcoli della Cgia di Mestre, in cinque anni e mezzo di crisi, dal 2008 al giugno del 2013, le partite iva si sono ridotte di 400 mila unità (-6,7%); inoltre, ogni 100 lavoratori autonomi, ben 7,2 hanno cessato l’attività; e al 30 giugno di quest’anno il cosiddetto popolo delle partite Iva ammontava a 5.559.000 lavoratori. «In proporzione la crisi ha colpito in maniera più evidente il mondo delle partite Iva rispetto a quello del lavoro dipendente», evidenzia il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi, spiegando che «a differenza dei lavoratori dipendenti, quando un autonomo chiude l’attività non dispone di nessuna misura di sostegno al reddito. Spesso si ritrovano solo con molti debiti da pagare e un futuro tutto da inventare». 

Sul fronte delle famiglie, intanto, sempre più italiani devono chiedere aiuto per arrivare alla fine del mese: secondo un’analisi Coldiretti/Ixe’, il 37% non solo non è riuscito a risparmiare ma è stato costretto a chiedere aiuto economico ai genitori per arrivare alla fine del mese; ma c’è anche un 14% che ha chiesto sostegno ai parenti mentre l’8% agli amici. Mentre solo il 14% si è rivolto a finanziarie o banche per gli ostacoli opposti all’accesso al credito, per i costi elevati o per la richiesta di garanzie. 

La crisi ha infatti messo in ginocchio la capacità di spesa degli italiani passata da valori tra i più alti in Europa nel 2001 al triste primato negativo nel 2012 con un crollo del 16,8%, peggio persino della Grecia, sostengono Adusbef e Federconsumatori. In questo scenario, cresce quindi la propensione al risparmio delle famiglie che, dopo il minimo storico dell’8,4% raggiunto nel 2012 – secondo una stima dell’Osservatorio di Gfk Eurisko e Prometeia – dovrebbe infatti aumentare nel 2013 di circa un punto percentuale.  

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