Bankitalia indaga su otto istituti di credito italiano, terremoto in vista?

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Secondo il Wall Street Journal, le ispezioni effettuate potrebbero portare a gravi conseguenze e a scelte drastiche per alcune banche.

 

La Banca d’Italia scende in campo e inizia a far sentire il fiato sul collo sugli istituti italiani, dato che sta svolgendo ispezioni e controlli vari su 20 banche e per 8 gruppi ha deciso di estendere le verifiche non solo ai prestiti deteriorati, ma all’intero portafoglio. I crediti deteriorati per chi non lo sapesse sono prestiti soggetti a una possibile perdita di valore e inoltre possono essere di diverso tipo e con un diverso grado di rischio. «L’azione di monitoraggio sulla qualità degli attivi bancari e sul livello delle rettifiche continuerà nel corso del 2013» è quanto si apprende leggendo il documento completo dell’analisi effettuata dalla Banca d’Italia.

L’analisi infatti è stata condotta a fine 2012 ma, viene ricordato come il controllo “sia già stato estesa ad altri gruppi attraverso l’attività ispettiva ordinaria. Tale azione sarà coordinata con analoghi esercizi condotti in sede internazionale». Insomma, banche italiane sotto la lente d’ingrandimento, anche perché Bankitalia deve serrare i controlli in vista della prossima Unione Bancaria Europea che infatti sta costringendo le authorities di tutta Europa a vigilare attentamente.

Anche se c’è da dire che ,come ci ricorda il Sole 24 Ore, “a parità di standard utilizzati per valutare i portafogli crediti delle banche, gli istituti italiani presentano una salute migliore di quella di molti altri competitors europei”.

Come riportato nel documento stilato da Bankitalia al punto 3.3 troviamo:”Dalle verifiche sono emerse carenze nelle politiche e nelle prassi seguite da parte di diverse banche, in materie come la definizione dei criteri per la valutazione dei beni in garanzia e dei parametri per l’attualizzazione (tempi e tassi di recupero). Inoltre, in alcuni casi è risultato inadeguato il vaglio su questi aspetti da parte delle funzioni di risk management e internal audit. I gruppi ispezionati sono stati invitati a adottare misure per il superamento delle carenze organizzative evidenziate. E’ stata anche raccomandata una maggiore omogeneità di valutazioni all’interno di ciascun gruppo”. 

Inoltre la Banca Centrale insiste sul fatto che i vari istituti debbano reperire le risorse necessarie per la sopravvivenza all’interno della banca stessa, magari riducendo i costi operativi, attuando un contenimento delle politiche di distribuzione degli utili e remunerazione degli amministratori e dirigenti, in base alla redditività e all’adeguatezza patrimoniale di ciascuna banca. Quindi, tagli ai super stipendi dei manager e una minore speculazione.

Raccomandazione necessaria, vista la premessa con cui Bankitalia apre il documento :”Negli anni più recenti l’economia italiana ha registrato una notevole contrazione. Tra il 2007 e il 2012 il PIL è diminuito complessivamente di 7 punti percentuali in termini reali. La produzione industriale è diminuita del 25%. Tale congiuntura ha dato luogo ad un marcato incremento dei crediti deteriorati, la cui incidenza sul totale degli impieghi del sistema bancario è passata dal 4,5% di fine 2007 al 12,3% del giugno 2012. Si è osservata nello stesso periodo una riduzione nel livello dei relativi accantonamenti in rapporto al totale dei crediti deteriorati (c.d. tasso di copertura), dal 49,4% al 37,7%1″.

Numeri che dimostrano tutta la grave crisi del Paese.

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