Anche Saccomanni vede la luce in fondo al tunnel. Ma gli italiani non ci credono

saccomanni vede la luce in fondo al tunnel

Ancora una volta Fabrizio Saccomanni non resiste al fascino irresistibile della metafora del tunnel. Non c’è formula più abusata per descrivere la crisi economica dell’Italia e le prospettive di uscita dalla fase più difficile per la ripresa della crescita.

 

 

Il ministro dell’Economia ha sempre fatto professione di ottimismo. Oggi, con i forconi in piazza, le proteste sia del mondo industriale che di quello sindacale, Saccomanni si dice soddisfatto della Legge di Stabilità e convinto che l’Italia stia vedendo la luce. “Dipende dalla velocita’ del treno e dalla lunghezza del tunnel”, spiega il ministro ai microfoni di Radio anch’io, ma “siamo vicini alla fine: se la locomotiva vede la luce anche i vagoni di coda alla fine la vedranno”. Tradotto in altre parole, c’è una parte del Paese che già ha superato la crisi, ora si tratta di non lasciare nessuno indietro.

 Saccomanni difende la manovra, che dopo l’iter parlamentare “come impostazione è rimasta sostanzialmente invariata” e rappresenta “un punto di inversione rispetto alle finanziarie del passato”. Nel percorso fra Senato e Camera, si sono aggiunte “nuove spese, per motivi importanti come la protezione degli esodati e la legge sulla non autosufficienza”, ma “i saldi sono rimasti invariati, anzi forse c’è stato un leggero aumento delle risorse disponibili. Complessivamente la Legge di Stabilità è rimasta nella sua impostazione originaria”. La manovra costituisce “un punto di inversione”, perché “per la prima volta riduce le tasse alle famiglie, al lavoro e fornisce risorse all’economia aumentando gli investimenti”.

 

 

A Confindustria, il ministro riconosce che “si fa portavoce delle pmi che hanno seri problemi di competitività sul mercato globale”, ma risponde che “si erano create aspettative eccessive sulla possibilità di concentrare le risorse, che non sono enormi, sugli obiettivi strategici come la riduzione del cuneo fiscale”. Ai sindacati, Saccomanni dice che “la disoccupazione vuol dire anche che le imprese hanno una capacità produttiva largamente sottoutilizzata, anche se la domanda interna riprende ci vorrà del tempo affinché le imprese aumentino l’occupazione. E’ questione di tempo”.

Inoltre, sul tema del contratto unico di lavoro per i giovani, il ministro segnala che “l’opinione degli osservatori internazionali è che l’Italia dovrebbe fare come la Spagna”, che ha adottato misure di liberalizzazione per il mercato del lavoro, “è un dato che va tenuto presente”.

Saccomanni interviene poi sulla polemica scatenata da un emendamento al decreto ‘Salva-Roma’ che prevede che il Governo riduca i trasferimenti ai Comuni che adottano norme contro le slot machine. “L’idea che lo Stato favorisca il gioco d’azzardo e sia disposto a fare sconti alle imprese è assolutamente scorretta” assicura il ministro, chiedendo di “fare chiarezza. Si tratta di una realtà che va assolutamente gestita e credo che le azioni prese prima della finanziaria vanno nella direzione di evitare il fenomeno, conoscerne la reale ampiezza e sottoporlo a oneri fiscali in modo che si esca dalla zona grigia”.

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