Anche le Banche piangono miseria, tagliati 19 mila posti di lavoro

banche in  crisi

Finora abbiamo sempre sostenuto che la crisi economica era un modo per arricchire le banche. Le analisi dei piani industriali dei principali istituti di credito, e i dati della Banca centrale europea, snocciolati da Today.it, lo dicono chiaramente. Sono stati prestati 50 miliardi di euro in meno a imprese e famiglie. E calano vertiginosamente anche i posti di lavoro.

 

In Italia  i lavoratori del settore finanziario nel 2012 sono calati di 7 mila unità. Nei prossimi anni la situazione sarà ancora peggiore. Perché per effetto delle misure di risanamento, si perderanno altri 19 mila posti.

Nel 2012 i dipendenti sono scesi a 309mila. E i 330 mila lavoratori degli istituti di credito con mandato di rappresentanza Abi a cui aggiungere quelli delle Bcc (in cui lavorano circa 30mila impiegati) non dovrebbero avere riduzioni significative.

IL DATO ITALIANO IN LINEA CON QUELLO EUROPEO

In tutto il vecchio continente i lavoratori del comparto, sono scesi da 3,088 milioni a 3,037 milioni.

Uno degli scotti più pesanti è stato pagato dalla Spagna. In cui il settore, a causa della fortissima crisi del comparto, si è trovato di fronte a una perdita di 11mila lavoratori e a 234mila. Si aggiungono diverse migliaia di licenziamenti aggiuntivi che stanno avvenendo in questi mesi per gli istituti nazionalizzati.

Un calo, seppur lieve, anche per la Germania (da 663 a 659mila) e la Francia (421mila a 416mila), stabile il Regno Unito (454mila).

STRETTA SUL CREDITO: LE BANCHE TAGLIANO ANCHE SU IMPRESE E FAMIGLIE

Le banche, per far fronte alla loro cosiddetta crisi, aumentano anche la stretta del credito. Nel 2012 hanno tagliato più di 50 miliardi di euro a imprese e famiglie.

Per le aziende, secondo uno studio di Unimpresa, la riduzione dei finanziamenti è stata di 42,8 miliardi facendo registrare una flessione del 4,85%.  Per i singoli cittadini la riduzione è stata di 8,5 miliardi pari a – 1,3%.  Complessivamente da giugno 2012 a giugno 2012 la diminuzione dei prestiti bancari nel settore privato è di 51,3 miliardi di euro. L’analisi dell’associazione, basata sui dati della Banca d’Italia, evidenzia che lo stock di finanziamenti al settore privato è calato dai  1.497,9 miliardi di giugno 2012 ai 1.446,6 miliardi di giugno 2013 con una diminuzione di 51,3 miliardi. Grave il quadro per le imprese: nell’ultimo anno le imprese hanno assistito alla riduzione dei finanziamenti di tutti i tipi di durata.

Il mese dei record  dei tagli è giugno 2013:  rispetto a maggio, infatti, è stato registrato un calo dei prestiti pari a 8,5 miliardi (-0,59%). Di questi, 7,9 miliardi (-0,94%) corrispondono ai minori finanziamenti alle imprese e altri 573 milioni (-0,09%) sono il risultato della stretta registrata dalle famiglie. Nel dettaglio, è rilevante la diminuzione, per le aziende, dei finanziamenti a breve termine, tagliati di 5,4 miliardi (-1,68%), e di quelli a medio periodo, diminuiti di 2,7 miliardi (-2,10%).

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