3 greci al Bilderberg 2015: “Cedere sovranità”. E la Grecia affonda. Solo una coincidenza?

Un cartello di protesta al Bilderberg 2015

Un cartello di protesta al Bilderberg 2015

Partendo dal presupposto che 3 rappresentanti greci fossero presenti al Bilderberg 2015 e che tutti e tre spingevano per una ulteriore “cessione di sovranità”, vogliamo porvi una domanda molto semplice, la cui risposta potrebbe non essere così scontata: è solo una coincidenza che la Grecia sia stata di fatto affondata, “grazie” all’accordo dell’Eurogruppo?

Siamo stati tra i primi a darvi la notizia sulla location del Bilderberg 2015, la riunione dei “Potenti della Terra” svoltasi agli inizi di giugno all’Interalpen-Hotel Tyrol, struttura a 5 stelle tra le montagne dell’Austria. In quei giorni sono state delineate le strategie geopolitiche del mondo occidentale, a breve e medio termine.

E da quel momento l’Europa, e soprattutto la Grecia, hanno iniziato a tremare. Prima il referendum, poi la vittoria del no, infine l’inaspettata decisione di estromettere il Ministro Varoufakis dalle trattative e il conseguente “calare le braghe” di Tsipras. L’accordo raggiunto all’Eurogruppo è infatti insostenibile per il Governo greco, di qualunque colore esso sarà da qui in avanti.

Nel “presentavi” la location del Bilderberg 2015 vi avevamo anche rivelato i partecipanti italiani: oltre a Mario Monti e Franco Bernabé, che siedono nel comitato direttivo, erano presenti anche il presidente di Fca John Elkann, la giornalista Lilli Gruber e Gianfelice Rocca, imprenditore e presidente del gruppo industriale Techint, dell’Istituto Clinico Humanitas e di Assolombarda.

Il tema della Grecia, la patata bollente dell’Eurozona, era ovviamente tra i punti chiave dell’agenda del Bilderberg 2015, come dimostra questo report ed è bene sapere – come riporta il Guardian – che “Benoît Coeuré, membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, era lì per discutere il futuro della Grecia – privatamente – con le parti interessate. Vale a dire i capi Deutsche Bank, Lazard, Banco Santander e HSBC, cioè gli istituti più esposti finanziariamente.

Cosa si sono detti?

Non lo sapremo mai ma in qualche modo possiamo intuirlo, visti i risultati e visti anche chi erano i 3 rappresentati greci al Bilderberg 2015 e visto il mantra sulla “cessione di sovranità greca” che i tre hanno promosso al Bilderberg 2015.

IL TITANO GRECO

Dimitris Papalekopoulos

Dimitris Papalekopoulos

Il primo era Dimitris Papalekopoulos, managing director del gruppo Titan Cement, il maggior produttore greco di cemento e altri materiali da costruzione. Il gruppo opera in 14 paesi in Europa, Nord America e nel Mediterraneo orientale: principalmente in Grecia, nei Balcani, in Egitto, Turchia e Stati Uniti.

Negli ultimi cinque anni, da quando si è acuita la crisi greca, il gruppo Titan ha fatto affari d’oro, come dimostra il grafico sottostante (fonte Bloomberg).

Grafico Titan Cement 5 anni

Tra i proprietari della Titan Cement Company S.A. (TTN.R) troviamo alcuni dei maggiori fondi internazionali (tra cui Fidelity Management & Research Co.), la più importante banca norvegese (Norges Bank Investment Management) e la famiglia Canellopoulos, rappresentate massimo dell’oligarchia greca. Vale la pena sapere che Constantine Canellopoulos, della omonima famiglia, ha lavorato come Financial Consultant presso Goldman Sachs e Citibank.

E anche un’altra controllata del Titan Cement, la Titan Cement Co SA (TITK) è nelle salde mani statunitensi: tra gli azionisti principali troviamo infatti il Vanguard Group, il Wellington Fund e il Fidelity. Se questi nomi non vi dicono niente sappiate che i fondi in questione sono le leve finanziare utilizzate dalle principali multinazionali statunitensi per colonizzare il Capitalismo mondiale.

L’ONORARIO PRESIDENTE

Panagiotis Pikrammenos

Panagiotis Pikrammenos

Il secondo rappresentate greco al Bilderberg 2015 era Panagiotis Pikrammenos, primo ministro ad interim per un mese nel 2012 e Presidente Onorario del Consiglio di Stato ellenico. Laureato alla Deutsche School di Atene, un istituto privato che già dal nome vi racconta quale background possa avere, Panagiotis Pikrammenos viene è apertamente descritto come niente di più che un custode dell’èlite europea, cui ha promesso il suo sostegno anche a costo di indebitare maggiormente il suo paese.

L’ECONOMISTA PRO-DEBITO

Loukas Tsoukalis

Loukas Tsoukalis

Il terzo rappresentate greco al Bilderberg 2015 è l’economista Loukas Tsoukalis, membro del Council on Foreign Relations (versione europea) e Presidente della Fondazione Ellenica per la Politica Europea ed Estera, una sorta di think tank dell’oligarchia greca. Secondo quanto scrive Il Fatto Quotidiano le teorie economiche di Tsoukalis, esposte nel saggio Europa infelice, serve un big deal (Atene, Patakis Publications, 2014) prevedono “un controllo più democratico e un potere esecutivo con un forte potere discrezionale quando si prendono decisioni”. Ovvero cessione di sovranità nazionale al nucleo centrale, è la tesi, per prendere decisioni comuni. Una situazione che, nei fatti, esiste già, con regole comuni per Paesi ancora diversi, meccanismi di difesa bancari messi in campo in occasione della prima crisi greca del 2012, trattati europei e parametri di finanza pubblica imposti dall’alto come l’impossibilità di sfondare il famoso 3% per quanto riguarda il rapporto debito/pil.

In sostanza Loukas Tsoukalis è l’anti Varoufaikis per eccellenza.

CONCLUSIONI

Ecco spiegato, quindi, chi e perché ha partecipato – in nome del popolo greco – al Bilderberg 2015. E in nome, si fa per dire, di questo popolo ha distrutto la Grecia. Ora, come rispondereste alla domanda iniziale? Se avete ancora qualche dubbio potrebbe esservi utile sapere che la crisi della Grecia è dovuta, in gran parte, agli accordi segreti del 2001 tra il governo dell’epoca e Goldmans Sachs. Si trattava di un prestito-truffa, sotto forma di derivati, che costò allo stato greco 6 miliardi di dollari. E quel buco nero si è sempre allargato, fino a diventare una voragine che tutto inghiotte.

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