Video shock, ragazza nera insulta poliziotto: “Sei ignorante, fai schifo, sei un servo del potere”

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Come scrive Dagospia, “se i celerini malmenano, tutti a guaire sdegno. se un agente viene insultato, come accaduto a Milano durante uno sgombero, silenzio. È giusto che una ragazza dica a un poliziotto: “Sei ignorante, fai schifo, sei un servo del potere”?”. Ecco le immagini scioccanti.

 

Milano, via Tracia, zona San Siro. È il 26 novembre e il Santo del Giorno è Siricio, 38° Papa della Chiesa Cattolica passato alla storia per aver combattuto fermamente contro gli eretici.

Chissà se pensava a questo il poliziotto insultato durante gli sgomberi da una ragazza italiana di colore. Se Eretico è dunque chi proclama con forza una propria scelta definitiva allora si può dire a ragione che quella ragazza stava commettendo un’eresia.

I fatti: la polizia viene chiamata a sgomberare gli appartamenti popolari del quartiere San Siro occupati abusivamente. Giusto o sbagliato che sia – e chi scrive pensa sia sbagliato ledere il diritto alla casa – i poliziotti, schierati in tenuta antisommossa, sono stati insultati  dagli attivisti dei centri sociali e dagli occupanti delle case.

In particolare, come si vede dalle immagini del video realizzato da Repubblica, una ragazza italiana di colore se la prende con un celerino. Che passa, nel giro di un lampo, da “carnefice” a “vittima” – suo malgrado – della giovane oratrice dalla parlantina lesta e fluente. Peccato che le parole diventino presto pesantissime e sembra di assistere a una scena del film Acab. Invece è tutto terribilmente vero.

«Quando andrai a fare una roba sensata nella vita? – grida la ragazza in faccia allo sbirro. «Mi dispiace perché non capisci, non ci arrivi e non ci arriverai mai e morirai infelice, ma tu nel mondo sei servo del potere. C’è della gente che ti mangia in testa e te sei qua a sgomberare una famiglia con quattro bambini, hai capito? Hai capito perché fai schifo?».

Il poliziotto non risponde. Un compagno della ragazza, dopo la prima frase, interviene: «Non capisce un c… – dice rivolto a lei ma indicandole il poliziotto -. È ignorante. Fa ‘sto mestiere perché non ha studiato nella vita, lascialo stare».

E un altro aggiunge: «Ha tolto gli specchi in casa perché non si può guardare la mattina». Il finale è ridicolo: «Chi ve l’ha insegnato a fare ‘sto lavoro? Il Grande Puffo. Mah, veramente…».

Manganello rivolto verso il basso, il celerino resta immobile: sta facendo il suo lavoro, bello o brutto che sia, che è quello di sgomberare una famiglia che occupa abusivamente uno stabile Aler.

A difesa del poliziotto è intervenuto il segretario del Sap: «Possibile – chiede – che un poliziotto o un carabiniere siano considerati bravi solo si espongono a rischi fisici, se vengono insultati, aggrediti, se sono oggetto di lanci di pietre? A questo gioco al massacro noi non ci stiamo più».

In questo contesto caldissimo il governo è pronto ad attuare la legge delega in Gazzetta ufficiale già da maggio scorso per depenalizzare le occupazioni abusive, “a meno che non abbiano a oggetto edifici pubblici o siano compiute armi alla mano o in gruppi numerosi.”

Gli anni ’70 ritornano e con loro la posizione di Pasolini, che facciamo nostra e riportiamo integralmente: “Siete in ritardo, figli. Avete facce di figli di papà. Buona razza non mente. Avete lo stesso occhio cattivo. Siete paurosi, incerti, disperati (benissimo) ma sapete anche come essere prepotenti, ricattatori e sicuri: prerogative piccoloborghesi, amici. Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.”

Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti.

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