The Guardian, questa è l’informazione che vogliamo: i veri guardiani del potere

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Dopo aver sputtanato Murdoch, scoperchiato il caso di Wikileaks e per ultimo messo in ginocchio la Nsa, portando alla ribalta il Datagate, è ufficiale: il quotidiano inglese è il simbolo di un’informazione seria che non si sottopone a giochi di potere né a banalizzazioni.

 

Cosa accomuna Murdoch, Assange e Snowden? Un giornale, il giornale, il Guardian. In tre anni dalle sue colonne ha strapazzato editori, diplomazie, servizi segreti e i governi di Stati Uniti e Regno Unito. Il quotidiano fondato nel 1821, guarda ai bilanci ma senza cadere in banali genuflessioni e o compromessi. Possiamo definirlo come una sorta di quarto potere che non si piega alle logiche televisive, che non intervista ministri e viceministri e che in un era di tecnologia si affida ancora alle vecchie metodologie di giornalismo: scavare capire e informare senza pregiudizi pensando esclusivamente agli interessi del lettore.

In questi anni il Guardian può contare su un prestigio che altri non arrivano nemmeno a sognare. Importanza che gli deriva non dalla vendita, visto che vengono distribuite “solo” 200 mila copia ma dall’importanza dei suoi contenuti. Ha disintegrato Rupert Murdoch, costringendolo a chiudere il News of The World, scoperchiando il caso dei tabloid che facevano scoop entrando nei telefonini o nei computer dei cittadini. Ha definitivamente rotto il segreto di Stato americano sulle informative della diplomazia, portando alla ribalta il caso Wikileaks-Assange.

E, ultimo in ordine di tempo, ha scoperchiato il caso Datagate, ossia la rete di spionaggio di massa effettuato dall’Nsa, costringendo i servizi segreti di Usa e Regno Unito a difendersi inventando scuse quantomeno imbarazzanti. Ovviamente il prezzo da pagare sono le continue minacce e pressioni cui sono sottoposti i giornalisti, ma è un normale pedaggio da pagare per un qualcosa che invece dovrebbe essere la normalità.

Il partner del reporter che segue il datagate è stato fermato è sottoposto alla legge per il terrorismo, mentre il Direttore, Alan Rusbridger, si è visto arrivare in ufficio due agenti segreti di Downing Stree che lo hanno costretto a distruggere le memorie dei computer con i documenti del datagate e dello spionaggio della Nsa americana.

Atto degno di dittatura quanto meno inutile visto che esistono numerose copie di documenti tenute al sicuro dallo stesso Snowden.

Oggi il Guardian, lo possiamo definire la trincea di quel giornalismo libero che tutti sogniamo ma che, a parte qualcuno, abbiamo paura a mettere in pratica. Noi dell’Infiltrato ci proviamo sempre. Almeno siamo in buona fede.

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