Marijuana, coppia in possesso di piantine assolta dal giudice perché…

assolti dalla marija

Tenevano in casa diverse piantine di marijuana, tre alte un metro, di alcune solo i tronchi, altre sei in via di essiccazione dentro l’armadio in camera, un sistema di climatizzazione per ricreare una vera e propria serra e una guida alla coltivazione della “maria” nella sala da pranzo.

 

Ma sono stati assolti, il motivo: le piante erano ancora troppo giovani per avere effetti droganti. E’ successo a Reggio Emilia, ad una coppia di fidanzati, scrive oggi la Gazzetta di Reggio.

I due (lui operaio di 25 anni, lei impiegata di 29) erano stati portati in tribunale quasi un anno fa e rischiavano 8 mesi di reclusione. Gli avvocati però si sono abilmente affidati ad alcuni testi scientifici, spiegando: “Il ciclo di maturazione si completa in 75-100 giorni da quando la pianta ha prodotto il fiore, il che non è certo avvenuto in questo caso. Ed anche il narcotest utilizzato non era idoneo per valutare la marijuana”. Ulteriore difesa portata dagli avvocati in tribunale è stata la motivazione della ragazza per coltivare le piante: problemi gastrointestinali che la pianta contribuiva ad alleviare.

Per finire, la difesa ha ricordato ai giudizi un caso similare conclusosi con l’assoluzione degli imputati, sottolineando: “Quella sentenza è passata in giudicato, il procuratore generale non l’ha impugnata. Quindi sarebbe allarmante che due giudici dello stesso tribunale avessero un orientamento diverso”. Insomma, nonostante l’armamentario di piante, manuali, temporizzatori e strumenti vari indicassero un chiaro intento ad utilizzare la sostanza non appena possibile, i due ragazzini sono usciti indenni perché l’erba era “troppo verde”.

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