La bici economy? È il futuro: a Bolzano, Torino e Viterbo progetti tutti al femminile

bici economy

In Italia ormai si vendono più bici che auto. Copenaghen è ancora lontana (semafori dedicati, 30 ciclo-autostrade in arrivo, entro il 2025 ben tre quarti dei residenti dovrà pedalare o muoversi a piedi). Però i ciclisti urbani sono una tribù in grande ascesa anche da noi. Dieci protagoniste di questa rivoluzione slow raccontano a Myself, nel numero in edicola dall’8 luglio, come grazie alla bici nascono nuovi mestieri.

 

Tra le altre, Cristina Grimaldi di Bolzano progetta bike station e al femminile Condé Nast racconta: «Vivo nella “Copenaghen d’Italia”. Stiamo parlando di una città che ha 50 km di piste ciclabili. Qui da noi muoversi pedalando è la normalità, il 70% dei nostri spostamenti sono così, a piedi o sui mezzi pubblici. Qualche tempo fa ho lasciato il mio vecchio lavoro e oggi, insieme a due associazioni di mountain bike, la A.M.I. e la CAP school, faccio progetti ecologici per le scuole e ne ho presentato uno per la prima “Bike Station ecologica d’Italia”, che spero realizzeremo presto. Si tratta di recuperare una vecchia stazione di carburanti alle porte del centro storico e trasformarla in un paradiso delle due ruote: ciclo-officina, bike sharing, e-bike shop, ecoturismo». 

A Torino, Federica Garoglio insegna l’arte della riparazione: «Vivo con il mio compagno e una ventina di bici. Di mestiere faccio la sviluppatrice web in un’agenzia qui a Torino. Io e lui siamo ciclisti urbani, appassionati di mezzi vintage e ciclomeccanica. La macchina l’ho venduta quattro anni fa. Ed è stato allora che, con degli amici, abbiamo aperto una ciclo-officina popolare a San Salviario, la Abc: un piccolo investimento, solo mille euro, e abbiamo comprato gli attrezzi. Ora una volta alla settimana insegniamo l’arte della manutenzione a chiunque abbia voglia di imparare. Ho contribuito anche a realizzare il Bike Pride qui in città: lo scorso maggio ben 30mila persone in strada, e ora è diventato anche un’associazione culturale, di cui fa parte una rete di negozi che supportano chi supporta la bici». 

E ancora, a Viterbo, Valeria Corsini e Licia De Benedictis producono energia per le serate pedalando. A Myself raccontano che «Si chiama Pedalove e funziona così: abbiamo creato delle postazioni, con materiali di recupero, tu pedali e produci l’energia che alimenta una consolle per dj set o un proiettore. Adesso organizziamo eventi in tutta Italia: Roma, Perugia, Viterbo. E quest’estate tour al Sud, con aperitivo pedalando in spiaggia».

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