I 10 cibi più tossici che ogni giorno mangiamo: ecco l’indice di pericolosità

patate cibo velenoso mini

Molti non lo sanno, ma diversi alimenti comuni che mangiamo ogni giorno contengono sostanze tossiche. Ecco l’elenco dei 10 cibi più pericolosi, classificati secondo l’indice di pericolosità, come riportato su Cadoinpiedi.

 

Funghi: indice di pericolosità 9/10. I funghi si sa, sono un alimento da scegliere attentamente. Molte specie di funghi sono velenose per l’uomo, con tossicità che producono da lievi problemi digestivi o allergici fino a più gravi come le allucinazioni, gravi danni di organi (spesso il fegato) e la morte. Generi di funghi contenenti tossine letali includono Conocybe , Galerina , Lepiota , e la più pericolosa, Amanita, che comprende anche specie commestibili.

Ciliege: indice di pericolosità 4/10. Una tira l’altra, si dice. Il nocciolo però rilascia acido cianidrico che ha potere tossico. L’acido cianidrico e i suoi derivati sono tra i veleni più potenti che si conoscano sia per la gravità sia per la rapidità delle manifestazioni tossiche. Responsabile della tossicità è il gruppo -CN, che nell’organismo si libera dall’acido cianidrico, dai suoi sali, dai ciano-complessi, dalle cianidrine, dai nitrili alifatici, dai tiocianati e dai glucosidi cianogenetici. Questi ultimi, per esempio l’amigdalina, si trovano in oltre 400 specie di piante, per esempio nelle radici di manioca, nei noccioli delle pesche, delle albicocche, delle prugne, delle ciliegie, nelle foglie e nella corteccia del sambuco, nelle piante di ortensia. Non c’è comunque da preoccuparsi. La tossicità nel nocciolo di ciliegia si manifesta solo se danneggiato nella masticazione ed ingerito in grande quantità.

Rabarbaro: indice di pericolosità 3/10. Famose le caramelle avvolte in carta rossa, ma di questa innocua pianta mai utilizzare le foglie. Infatti contengono acido ossalico, che influisce sulle funzionalità renali.

Patate: indice di pericolosità 5/10. Come molte Solanacee, la patata contiene diverse tossine, soprattutto nelle parti verdi, nei fiori e nei germogli: il fusto e le foglie comunque non sono mai stati usati per l’alimentazione (le foglie invece servirono come surrogato del tabacco in periodi particolarmente difficili). Inoltre il frutto è molto tossico, come nella maggioranza delle specie del genere Solanum, come la morella (Solanum nigrum) o la dulcamara. La principale di queste tossine è un alcaloide, la solanina, che è presente anche nel tubero a basse dosi (meno di 10 mg per 100 g) e concentrata soprattutto nella buccia, che è quindi meglio togliere. Quando la concentrazione è più elevata, come in alcune varietà, ne deriva un gusto amaro del tubero. I tuberi verdi, colorazione dovuta all’esposizione solare, contengono una cospicua quantità di solanina, con valori che possono anche arrivare a 100 mg/100 g. Occorre evitare di consumare i tuberi quando questi presentino parti verdi, perché in tal caso si rischia una intossicazione. Le patate devono essere conservate al buio per evitare che diventino verdi. La solanina non è eliminata dalla cottura, perché viene degradata solo a temperature superiori ai 243 °C. L’ingestione di solanina provoca raramente la morte ma può causare delle emorragie, specie alla retina. La patata contiene anche lectine, ma queste sono distrutte dalla cottura. Le lectine sono delle proteine capaci di legarsi in modo reversibile a mono o oligosaccaridi. Questa proprietà permette alle lectine d’agglutinare i globuli rossi umani e di perturbare probabilmente il buon funzionamento dell’apparato digerente degli insetti che si nutrono della pianta, costituendo così un ruolo difensivo della pianta stessa nei confronti degli insetti.

Noce moscata: indice di pericolosità 7/10. La noce moscata è anche un potente allucinogeno. Se assunta in grandi quantità provoca convulsione, con una dose di circa 5 grammi e con 8 grammi avrete deliri allucinatori.

Pomodori: indice di pericolosità 3/10. In questo caso, il glicoalcaloide principe è la tomatina, dalla tossicità piuttosto bassa. Nei pomodori verdi può andare da 90 a 300 mg per kg, che in un quelli quasi maturi (tipico momento di raccolta per i pomodori distribuiti nei negozi) scende a 20/30 mg per kg, una dose che diventa quasi trascurabile nel pomodoro perfettamente maturo dal colore rosso intenso e di consistenza tenera (raccolto nell’orto e mangiato) che può avere da 1 a 5 mg per kg di TGA. Se presenti, sono più concentrati nella parte viscosa attorno ai semi e nella buccia. I pomodori verdi vanno evitati e non dati ai bambini. Le foglie di pomodoro, che alcuni chef usano (con un po’ di leggerezza) per insaporire le salse, vanno consumate con la stessa cautela con cui si mangerebbero le mandorle amare: evitate o in quantità molto minime. Salsa di pomodoro e concentrato di pomodoro, in genere fatti con pomodori ben maturi (altrimenti non sono buoni), contengono quantitativi irrisori di solanina e tomatina nonostante l’ortaggio sia molto concentrato perché è molto bassa la loro presenza nella materia prima.

Mandorle amare: indice di pericolosità 6/10. Le mandorle amare devono affrontare un processo molto lungo di lavorazione: contengono dai 4 ai 9 mg di acido cianidrico, che va rimosso. In letteratura è riportato che il consumo di 60 mandorle amare provoca la morte in un adulto. A basse dosi, l’acido cianidrico è responsabile di sintomi quali mal di testa, nausea, debolezza muscolare.

Mele: indice di pericolosità 2/10. Una mela al giorno toglie il medico di torno? Ma la mela contiene anche una piccola dose di cianuro. Evitate i semi!

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