Famiglia di origine italiana investe 3 milioni di euro e salva tremila migranti dal mare

moas Christopher e Regina

Nel disastro generale dei giorni nostri, la notizia di una famiglia di origine italiana, che investe 3 milioni di euro per salvare tremila migranti da morte certa nel mar Mediterraneo, rappresenta il classico spiraglio di luce in fondo al tunnel nero del rigurgito fascista attuale.

 

Regina Catrambone è un’italiana di origini calabresi che vive a Malta da otto anni. È sposata con Christopher, americano di New Orleans, e insieme alla figlia Maria Luisa sono diventati una famiglia famosa in tutto il mondo per lo spirito di solidarietà dimostrato nei confronti dei migranti.

I fatti: nel 2013 Regina e Christopher, entrambi benestanti, si trovano a bordo del loro yacht nel Canale di Sicilia. Tutto si sarebbero aspettati tranni di vedersi passare davanti agli occhi il cadavere di un uomo annegato.

Capimmo che era uno dei tanti migranti che provano ad attraversare quel tratto di mare”, racconta oggi Regina. “Io e mio marito ci guardammo e decidemmo che non potevamo rimanere indifferenti. Così è nata l’idea del Moas”, il progetto Migrant Offshore Aid Station, per salvare i profughi nel canale di Sicilia.

Si sono attivati privatamente, hanno investito 3 milioni di euro per acquistare e allestire la Phoneix,n ave di 40 metri accessoriata (droni compresi) per l’assistenza in alto mare. “A smuoverci fu l’appello di Papa Francesco: non potevamo rimanere inermi davanti a tali tragedie”, ricorda Regina.

Si dirà: se hanno speso 3 milioni di euro vuol dire che se lo possono permettere. Sarà anche vero ma quanti, nelle loro condizioni economiche, lo avrebbero fatto?

Abbiamo deciso di usare tutti nostri risparmi per contribuire a salvare vite umane – sottolinea Regina Catambrone – Certo, siamo ricchi e avevamo dei risparmi importanti ma potevamo investire in un altro business e invece abbiamo scelto di creare Moas. E siamo felici di aver fatto questa scelta: salvare anche una sola vita umana è una cosa grandissima cosa”.

L’ultimo salvataggio da parte di Regina e Christopher risale al 27 ottobre scorso quando, in mare aperto, tra Lampedusa e Malta, hanno soccorso 331 migranti, tra cui decine di donne e bambini.

Pioveva e faceva freddo – racconta Martin Xuereb ex capo delle forze armate maltesi ora comandante dei 16 marinai della Phoenix – e avevamo ricevuto una segnalazione dal centro operativo della Marina Militare italiana di una imbarcazione in difficoltà. In poche ore l’abbiamo raggiunta e portato in salvo 200 persone. Poi, mentre ci dirigevamo verso Porto Empedocle, abbiamo incrociato un altro barcone e alla fine a bordo erano in 331. Situazione non facile da gestire perché tra salvataggio e trasferimento sulla terraferma, sono trascorse 36 ore”. 

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