Estate di crisi e anziani sempre più soli: la Caritas apre “per ferie”

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Estate amara: la crisi, nonostante le false promesse e i pronostici “truccati”, non lascia scampo. Contemporaneamente, cresce la preoccupazione per gli anziani lasciati soli in città.

 

I dati di questa stagione iniziata in ritardo, non sono affatto positivi. Il Sindacato Italiani Balneari (Sib) ha diffuso dati drammatici: taglio delle presenze in tutta Italia, soprattutto al sud e nelle zone meno famose; mentre le mete più note mantengono un livello medio grazie alla presenza di turisti stranieri.

È un vero e proprio allarme economico. Le famiglie rinunciano sempre più alle vacanze, optando eventualmente –oltre il 67% degli italiani- per vacanze mordi e fuggi ed entro i confini nazionali, se non regionali. Il meteo instabile, sicuramente non ha aiutato il settore balneare registrante cali storici. Il settore alberghiero, ha rilevato un aumento dello 0,9%, ma il giro di affari resta molto debole.

Il tutto, ovviamente, influisce anche su chi come i giovani – universitari e non- cercano lavori stagionali e saltuari.

È risaputo quanto le tipiche vacanze italiane, inizianti  a giugno e terminanti a settembre, siano solo un pallido ricordo degli anni ruggenti, di un paese fintamente stabile e progredito. Questo tipo di ferie, sono –purtroppo- ad appannaggio di una piccola parte della popolazione, costituente l’1%, fatta di privilegi e svaghi. Il 99% deve accontentarsi di raccattare briciole. Il lavoro è divenuta priorità vitale, la routine è stressante ma necessaria e si ha sempre meno tempo e fondi per ritemprare il corpo e lo spirito.

Un altro allarme è emerso in queste ore di caldo africano: gli anziani lasciati soli.

In queste giornate roventi, le loro sofferenze e le loro angustie spesso non vengono considerate.

Nelle città, per chi vive nell’indigenza, per strada , clochard e barboni, per chi non ha più nulla o vive da solo, scarseggiano piani emergenziali per contrastare l’ondata di caldo, la fame e la sete.

Soventemente negli ospizi e nelle case di cura, mancano i posti letto; o –talvolta- gli anziani vi vengono portati contro la loro volontà, considerati ormai un problema e un peso inutile. I servizi a loro dedicati, i dormitori, le iniziative promosse dai comuni, stanno sparendo a poco a poco, a causa dei tagli di budget.

Per non parlare poi delle case-lager, disseminate e nascoste in tutta Italia e che mostrano una pagina vergognosa della nostra penisola.

La Caritas ha annunciato che in molte città, le mense resteranno aperte « per ferie», incluso il giorno di ferragosto, coinvolgendo molti volontari, segno di come la solidarietà non conosca confini o crisi. Molte altre associazioni di volontariato, denunciano una penuria di mezzi e fondi, per poter agire capillarmente e adeguatamente.

Mancano politiche consone per le fasce più deboli, mancano controlli più severi. Manca il rispetto per le persone più bisognose e in difficoltà.

In un’estate costellata da beghe politiche che paralizzano il paese, richieste di grazia, gossip insulsi fornenti panacea per le masse, la politica ha tralasciato gli infelici e i disagiati, seguendo un triste ingranaggio collaudato da anni.

C’è chi vorrebbe solo un sorriso, un gesto gentile, una carezza, un sorso d’acqua fresca e non occhiate di indifferenza, insofferenza e disprezzo. Un paese e uno Stato civile aiuterebbero gli anziani e le persone la cui vita non è stata fortunata, in quanto risorsa preziosa per la società. Il default economico, però, pare abbia investito pure le coscienze, rese più fredde e materialiste.

Perché la solitudine  mortifica e uccide più di ogni altro male. Non dimentichiamolo.

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