Effetti benefici della birra, il luppolo efficace contro la degenerazione cerebrale

Effetti benefici della birra, il luppolo contro il Parkinson

Effetti benefici della birra, il luppolo contro il Parkinson

Tra gli effetti benefici della birra ce n’è uno veramente clamoroso, scoperto dai cinesi della National Science Fondation: ecco di cosa si tratta, come racconta Focus.

 

Come riporta Focus, “dopo i molti studi sui benefici del vino per la salute, arrivano notizie interessanti anche per gli amanti della birra. Secondo uno studio cinese, finanziato dalla Lanzhou University e dalla National Science Fondation della Provincia di Gansu, un composto presente nella birra – o meglio nel luppolo – potrebbe proteggere le cellule cerebrali e potenzialmente contrastare lo sviluppo di malattie come Alzheimer e Parkinson”.

La ricerca è descritta sul Journal of Agricultural and Food Chemistry: “lo Xanthohumol, un polifenolo del luppolo (Humulus lupulus), ha ricevuto una crescente attenzione per le sue molteplici attività farmacologiche. Come componente attivo della birra, la sua presenza è collegata all’osservazione epidemiologica dell’effetto benefico di una moderata assunzione di birra”.

È definita moderata una quantità giornaliera di alcol equivalente a non più di 2-3 Unità Alcoliche (36 grammi) per l’uomo, non più di 1-2 Unità Alcoliche (24 grammi) per la donna e non più di 1 Unità Alcolica (12 grammi) per l’anziano. Una Unità Alcolica (U.A.), corrispondente a circa 12 grammi di etanolo, è contenuta in un bicchiere piccolo (125 ml) di vino di media gradazione o in una lattina di birra (330 ml) di media gradazione o in una dose da bar (40 ml) di superalcolico.

EFFETTI BENEFICI DELLA BIRRA – IL LUPPOLO CONTRO LA DEGENERAZIONE CELEBRALE

È ancora Focus a specificare che “il team diretto da Jianguo Fang, dello State Key Laboratory of Applied Organic Chemistry, ha deciso di testare il composto presente nel luppolo, lo xanthohumol, indagando su tutti i suoi potenziali benefici: dal potere antiossidante alle proprietà protettive per la salute cardiovascolare, fino all’effetto anti-cancro. Il team ha testato il composto su cellule cerebrali umane, scoprendo così che potrebbe proteggere i neuroni e potenzialmente aiutare a rallentare lo sviluppo di malattie neurologiche. Insomma, si tratta di un interessante candidato per nuove terapie mirate a combattere Alzheimer e Parkinson”.

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