Arriva il Super-Bar, 4 giorni per imparare a bere: ecco le dritte da non perdere

super bar

Gianni Merenda è l’ideatore del maxi-evento dedicato ai cocktail di scena a Superstudio Più dal 30 settembre al 3 ottobre. Ecco la sua guida di pronto intervento da bancone.

 

Un’arte, una filosofia, quasi una religione: mixology non è un termine che possa essere semplicemente tradotto come “creazione di un cocktail”. Significa saper dosare sapori, spezie, gradazioni e colori (miracoli che solo un bar-tender). «Un mondo che rapisce tutti i sensi, e se ci entri non ne esci più», assicura Gianni Merenda, ideatore di Super-Bar, contenitore internazionale dedicato al mondo dei bar e ai suoi professionisti di scena aSuperstudio Più, in via Tortona 27, a Milano (dal 30 settembre al 3 ottobre, con il patrocinio di FIPE-Confcommercio).

Ottomila metri quadrati che diventeranno una vera cittadella della cultura del buon bere: di giorno ospiteranno 4 spettacolari contest, 20 workshop e 16 seminari, 20 incontri con le aziende di beverage e food nell’Academy, 16 master, per professionisti. Di sera (open door per tutti) corsi, degustazioni, party e dj set. Il culmine, la serata finale: Dj Solal from Gotan Project e, a seguire dj set con Andy Fluon (ex Bluvertigo). Qui il video promo.

La sfida?Aprire gli occhi a chi ha in testa il solito Mojito da vent’anni, «a chi trangugia veloce sempre il solito Negroni, a chi beve senza annusare, a chi sorbisce il suo cocktail a sorsi talmente piccoli che si priva del piacere di sentire tutte le componenti insieme», continua Merenda.

Si potranno degustare prodotti premium ricercatissimi, distillati di erbe e spezie, birre rare, cocktail di olii essenziali ed estratti naturali per alchimie a base di salvia, ginepro, abete rosso e finocchietto. E guardare all’opera i guru del drinking internazionale come Peter Dorelli, Salvatore Calabrese, Beach Bum Berry, Shingo Gokan, Zdenek Kastanek, Nicolas Saint Jean. Una menzione merita l’attesissimo Lady Drink, l’unico concorso nel mondo dedicato a barlady professioniste: in una sola giornata (30 settembre) decreterà le più brave.

Le vostre papille gustative sono già attive ma siete inesperti e temete di fare brutta figura?

Imparate a rispondere come Gianni a queste domande e non vi farete beccare.

Quali sono le nuove tendenze nel mondo dei cocktail? 
«1.Creatività e conoscenza degli ingredienti, il più possibile naturali
2.Uso delle spezie, dal cardamomo alla fava tonka all’angelica. Da provare, il Negroni rivoluzionato dalle spezie.
3.Viva il vintage/1.Cioè recupero di vecchie ricette, da rielaborare. Per esempio, per il vecchio gin tonic si sceglie tra 350 tipi di gin, si aggiunge anice stellato, si può persino aggiungere della buccia di cetriolo, finalmente sdoganato.
4.Viva il vintage/2. Vecchi shaker e bicchieri recuperati, anche se uno diverso dall’altro, valgono oro. Una volta erano una bestemmia, ma i tempi cambiano.
5.Attenzione al look: ultimamente la maggior parte dei bar-tender sceglie di vestirsi in stile Anni Trenta. Baffi e ferma maniche che indossano fanno parte dello show».

Come si riconosce a colpo d’occhio un bar in cui val la pena bere? 
«Se vi portano un bicchiere d’acqua ghiacciata naturale, da bere prima di qualsiasi coctail. E si assicurano che poi sia sempre pieno. I migliori lo fanno, a ogni latitudine».

Sei cocktail per sei occasioni:

«Che cosa scelgoper iniziare(se sono uno da birra o vino rosso)? Campari shakerato. Il tasso alcolico è sotto controllo, ma è un inizio».

Per bere in due? «Offrile un French 75 (gin, champagne e succo di limone) una bomba, come quella, usata durante la Seconda Guerra Mondiale, da cui prende il nome».

Per festeggiarecon gli amici? «Jamaica Juleps, appartiene alla famiglia della sangria, ma è più buono».

Per rinfrescare me?«Moscow Mule. Contiene zenzero e cetriolo, puoi berne fiumi»

Per scaldare lei?«Cosmopolitan, sempre. Arriva e frega».

Per meditare? «Un liscio e invecchiato, cognac, rum o armagnac».

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