5 falsi miti sul vino che (forse) non conosci

Falsi Miti sul Vino

Falsi Miti sul Vino

I falsi miti sul vino sono infatti davvero tanti e sono duri a morire: ecco i 5 più clamorosi, come rivela Altroconsumo.

Un buon pasto o una buona cena non possono non essere accompagnati da un buon vino. Che sia rosso o bianco, fermo o con le bollicine poco importa: l’importante che sia di qualità. 

Ma una volta trovato il vino che fa per noi, come va consumato? Le leggende nate attorno al vino sono moltissime, e per la maggior parte si tratta di vere e proprie false convinzioni ben radicate anche nella tradizione popolare. Abbiamo analizzato le più diffuse per smascherarle.

1) Il vino fa buon sangue

Vino rosso

Il Vino rosso fa sangue?

Falso. L’abbiamo sentito ripetere decine di volte dai nostri nonni: “Il vino fa buon sangue”. Un detto che, se preso in maniera letterale, non ha nulla di vero, visto che può essere responsabile, quando se ne abusa, di varie forme di anemia e di un aumento dei grassi presenti nel sangue. Per questo motivo la raccomandazione è di consumarlo con moderazione: se parliamo di bicchieri da 125ml non più di due-tre al giorno per l’uomo, non più di uno-due per la donna, e solo durante i pasti.

2) Meglio non mischiare vino bianco e vino rosso

Falsi Miti sul Vino

Vino bianco e rosso si possono mischiare?

Falso. Non ci sono prove scientifiche che confermano quest’affermazione. Mischiando il bianco con il rosso non si rischia di star male: non ci sono sostanze che tra loro possono entrare in conflitto. L’accortezza, più che mischiare, è come sempre di non esagerare con le quantità. Per sapere se puoi metterti al volante fai il calcolo con il servizio online di Altroconsumo.

3) Con il pesce ci va sempre il bianco

Pesce e vino rosso si possono sposare

Pesce e vino rosso si possono sposare

Falso. Il pesce può essere ancora più buono se abbinato a vini rossi adatti: un po’ acidi, con pochi tannini e non eccessivamente corposi. Alcuni Nero d’Avola si sposano bene con un trancio di tonno rosolato, salmone o con ricche zuppe di pesce, mentre un’orata o un branzino al forno sono ottimi se accompagnati a un Pinot nero. Lo stesso vale per un Chianti giovane con sughi di pesce a base di pomodoro, per una Bonarda con una frittura oppure un Aglianico del Vulture con un piatto di filetti di triglie, mentre l’anguilla si sposa benissimo col Bardolino.

4) Rosso va servito a temperatura ambiente

Uno dei migliori rossi italiani, il Brunello Riserva 2004 Biondi Santi-Tenuta Greppo

Uno dei migliori rossi italiani, il Brunello Riserva 2004 Biondi Santi-Tenuta Greppo

Falso. Si tratta di una leggenda basata su un equivoco: non si riferisce ai 21- 25°C delle nostre case, ma alla temperatura ambiente di una volta quando le bottiglie si conservavano in cantina a 15-17°C. Una temperatura superiore ai 20°C può anche pregiudicare la qualità del vino: l’alcol può evaporare e rendere il vino meno gradito. Non esitare quindi a mettere in frigorifero il vino rosso prima di portarlo in tavola o a chiedere il secchiello del ghiaccio al ristorante. Invece, per quanto riguarda i vini bianchi, di non esagerare con il freddo: rischi di alterare profumi e aromi tipici. Gli aromi, infatti, si attenuano intorno ai 12 °C e non vengono quasi avvertiti al di sotto degli 8 °C. 

5) Un cucchiaino nella bottiglia conserva meglio lo spumante

Cantine Ferrari, uno dei migliori spumanti del mondo, dei F.lli Lunelli

Cantine Ferrari, uno dei migliori spumanti del mondo, dei F.lli Lunelli

Falso. Secondo una credenza popolare, per mantenere l’effervescenza di una bottiglia di spumante aperta dovremmo inserire nel collo della bottiglia il manico di un cucchiaino: avrebbe il potere di conservare più a lungo le bollicine evitando la dispersione dei gas. Peccato non funzioni: l’unica soluzione è richiudere la bottiglia con l’apposito tappo metallico a pressione (stopper), che impedisce la dispersione delle bollicine.

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