LIBERTÀ DI STAMPA/ La scuola a rischio crollo, la nostra inchiesta e la querela “intimidatoria”

Nicola Cornacchione ci ha querelato. Siamo in compagnia del collega Alessandro Sallusti, e ce ne andremo in carcere, se necessario. L’ex sindaco di Fossalto (Campobasso) si è sentito leso da un servizio del nostro Carmine Gazzanni sulla scuola comunale del paese; più che a lesioni soggetta a precipitare, in caso di terremoto, come la scuola di San Giuliano di Puglia, nella stessa provincia di Campobasso, o la Casa dello studente a L’Aquila.

di Emiliano Morrone

scuola_fossato_querela_cornacchione_nicolaNella scuola di Fossalto, i lavori di adeguamento antisismico sono inesistenti: finanziati e invisibili, se non su carte bugiarde. Andate a verificare: scoprirete, come noi lo scorso 28 maggio, un falso assoluto, denunciato da Antonio Di Pietro nelle sedi istituzionali. Atti alla mano, il progetto di adeguamento ha ricevuto 473 milioni dalle casse pubbliche. Il risultato è un vero pacco, l’ennesimo furto del sistema, pronto ad ammazzare perfino i bambini pur di fregare o fregarsene. Tanto, nello scaricabarile della burocrazia nazionale, paga chi svela gli scandali e combatte la cappa mafiosa del silenzio: giornalisti, preti di frontiera, magistrati integerrimi, servitori dello Stato e i pochi politici fuori delle logge.

Cornacchione ha pensato, dunque, di rivolgersi alla giustizia, scordandosi d’essere stato il sindaco e facendo lo gnorri sullo stato dell’edificio. L’autore dell’articolo, il direttore editoriale Andrea Succi e il sottoscritto lo avremmo diffamato a mezzo stampa, ledendone l’onore, la reputazione e quanto, nella fattispecie, si può aggiungere in giuridichese doc.

Per non essere generici o fumosi, andiamo a rileggere che cosa di tanto ingiurioso ha scritto quel mestatore del nostro Gazzanni, con la sordida complicità di Succi e di chi vi parla.

“Nella relazione tecnica si dice esplicitamente che ‘l’esecuzione dei lavori così realizzati […] non ha assolutamente migliorato la resistenza complessiva dell’edificio, ma l’ha senz’altro ridotta, aumentandone il rischio di collasso’. Il motivo? ‘Il modello di calcolo adottato non corrisponde alla reale situazione dei luoghi, in quanto non tiene in alcun conto delle strutture fondali esistenti e non investiga in alcun modo sull’effettivo loro comportamento in caso di sisma’.

Ma allora, se così stanno le cose, chiediamoci anche altro. Come abbiamo detto, a settembre 2006 i ragazzi tornano nella loro scuola dopo i lavori di adeguamento. C’è stato, dunque, un collaudo che ha permesso il riutilizzo della struttura. Chi ha curato il collaudo, poi rivelatosi – almeno stando alla relazione tecnica del 2010 – assolutamente superficiale? Nell’atto del 2007, a tal proposito, si legge: ‘La giunta comunale […] ha conferito all’Ingegner Vergalito Aldo da Fossalto, l’incarico di provvedere al collaudo statico dei sopra detti lavori’.

Ma c’è di più. Come Infiltrato.it ha già avuto modo di documentare, i lavori sono stati affidati alla Italscavi spa. Impresa, questa, che già ha vissuto vicende poco piacevoli legate a ritardi e a difformità esecutive rispetto alla progettazione dei lavori (il comune di Siena aveva affidato alla ditta un progetto pari ad un importo di 4 milioni di euro, poi revocato ‘per ragioni addebitabili a comportamento colposo dell’appaltatore – gravi ritardi, difformità tecniche del Progetto Esecutivo presentato – e violazione degli obblighi contrattuali’).

Né sarebbe scevra da responsabilità la passata amministrazione comunale, guidata da Nicola Cornacchione. Il decreto n.29 del 13 febbraio 2006, sulla questione, è chiaro: ‘Resta nell’esclusiva responsabilità e competenza dell’amministrazione comunale di Fossalto […] l’applicazione delle normative tecnico-amministrative vigenti per la realizzazione dell’opera’”.

Torniamo alla decisione dell’ex sindaco Cornacchione. C’è poco da ridere, non è una barzelletta dell’omonimo comico nazionale. È tutto vero: la querela, il monte di soldi versati dai contribuenti e l’obbrobrio che chiunque, anche il più orbo e meschino infognatore, può constatare. Ripetiamo, noi in quella scuola ci siamo andati: mancano blindi di cemento armato e sulla carta risultano opere in realtà mai eseguite. Cornacchione lo sa perfettamente.

Piuttosto che querelare Infiltrato.it, che ha semplicemente raccontato i fatti, Cornacchione avrebbe potuto mettersi a disposizione delle autorità, cosa che può ancora fare, ricordando che quella scuola servirà ai bambini, cioè al futuro di Fossalto, del Molise e dell’Italia.

Io, caro Cornacchione, sono calabrese, figlio di una terra distrutta dalla ‘ndrangheta, dal silenzio e dalle complicità politiche. Una terra da cui si scappa per lavoro, sicurezza e libertà. Considero il Molise come la mia seconda casa, perché ci vivono i colleghi di Infiltrato.it, che rappresentano un’idea, una forza, una speranza, in un contesto di paura e abbandono. Non si meravigli, allora, se me la prendo con lei, che ha capito poco del ruolo dell’informazione, specie ai margini del Paese.

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