EDITORIALE/ Affari, Belsito, Catastrofe: dall’ABC al regno dei Draghi

«ABC». È l’ipotesi di legge elettorale che dovrebbe sostituire il «Porcellum». Nome suggestivo, «ABC» pare alluda ai fondamenti penosi della «Terza Repubblica». La Prima finì con «Mani pulite»; la Seconda terminerà, magari, con lo scandalo della Lega, che coinvolge pure amici della “cupola” De Stefano, cioè la ‘ndrangheta pesante. Per nulla terza, la «Terza Repubblica» – che succederà alla caduta (?) del Cavaliere, una furbata l’austerity delle sue tv (fuori Fede, Endemol e il Grande Fratello) – dovrebbe consolidare il bipolarismo pendolare: dei Fini che giustificano i mezzi, dei Bocchino pompati dai talk, dei Rutelli illusi da Lusi, dei Bossi ciulati da “collusi”.

di Emiliano Morrone

affari_belsito_catastrofeAlle elementari s’impara l’alfabeto; poi si legge, si scrive, si conosce. Un cammino dalle basi. Ugualmente, l’«ABC», acronimo di Alfano, Bossi e Casini, promette di avviare un nuovo corso, che a chiacchiere supera le liste bloccate, causa dei Calearo, Carfagna, Ciarrapico, Colaninno, Gelmini, peones e mangioni vari. L’«ABC» si presenta come l’avvio, l’abbecedario della politica «responsabile», delle «convergenze», del «senso di unità nazionale in questo momento di crisi». Ma con grassa retorica e apparenza sfacciata. Per ogni regola che accoglie il malcontento popolare, c’è sempre una scappatoia. Sicché l’iter è questo: il popolo sana una porcheria per referendum e poi la Casta insozza con un correttivo, che abbia anzitutto un linguaggio adeguato, d’impatto e marketing. «ABC» vuol dire, in soldoni, «Altro Bidone Casta»: la maggioranza si compone dopo il voto, nei palazzi, e le opposizioni vengono segate. La religione della politica non può ammettere i blasfemi del «Vietnam parlamentare», che addirittura imputano alla coscienza del premier i suicidi dei poveracci. Eppure, le tasse crescono, la benzina sale e aumentano i prelievi forzosi.

Casini gaudente: c’entra e centra. Bersani recupera, malgré lui, dopo lo scivolone sull’articolo 18: lo salva il quotidiano La Repubblicacon Ezio Mauro, Massimo Giannini, Tito Boeri e Barbara Spinelli. Il segretario del Pd dimentica Vasto e lavoro. Poi, per sobrietà politico-alimentare, siede a tavola con Casini e Alfano, diversamente montiani. Il Professore mostra di calare le brache e corregge la ministra Fornero «caramelle» sui tecnicismi del ripensato articolo 18, per cui il giudice può ordinare il reintegro del licenziato, se chiaramente cacciato a pedate. Dite voi se c’è qualcosa di chiaro in questa Italia. E, soprattutto, se il cittadino ha i mezzi per reagire, provare, difendersi. La sorte dei precari parasubordinati è appesa a un groviglio di norme, nella riforma del lavoro, che, dicitur, incentivano le assunzioni a tempo indeterminato. Sarà, ma l’opera di risanamento procede con Imu e uova di Mastrapasqua, le 350.000 lettere agli anziani con cui l’Inps ha comunicato trattenute (immorali) su pensioni da fame.

Di Pietro presenta in Cassazione il referendum contro il finanziamento pubblico ai partiti – o, se preferite, i ritorni elettorali – e la stampa non se lo fila. Manco di striscio, proprio il giorno in cui Bossi rassegna le dimissioni perché, coi rimborsi elettorali, il tesoriere della Lega Belsito, già autista e sottosegretario, ha pagato le spese del Trota, famiglia e famigli; peraltro investendo con loschi figuri in area De Stefano. Almeno secondo le inchieste di tre procure italiane, salva la presunzione d’innocenza.

Intanto, il Fondo salva Stati è l’ennesimo abbaglio delle lobby finanziarie che hanno prodotto il debito e ora mirano ad aumentarlo per schiavizzare a vita – o a morte – i proletari del terzo millennio; bocciata da Berlusconi e Monti una patrimoniale di vera equità.

In questo contesto, posti gli ampi riscontri delle indagini e considerate le condizioni fisiche di Bossi, cui si può rimproverare l’universo in politica, ma non la contezza dei giri di soldi nel suo partito, destano sospetti gli ultimi avvenimenti. Il Senatùr è stato l’icona trainante della Lega. Come papa Wojtyla per la Chiesa, con tutti i distinguo. Sicché nascono spontanee tre domande. Chiamatele pure i teoremi del Dietrologo, ché sento aria di maggioranze ancora più ampie e libere.

A) Che fra poco non tocchi la restante opposizione qualche accusa di maneggio di rimborsi?

B) Che la legge Alfano-Bossi-Casini non trovi lo sponsor del primo Colle, già protagonista dell’affaire Monti?

C) Che in Italia non sia giunto il regno dei Draghi?

A, B, C o ABC tutte insieme? Dite la vostra.

LEGGI ANCHE

FRANCESCO BELSITO/ La Lega, Il tesoriere e la ‘ndrangheta: “capitali di provenienza illecita” riconducibile alle “attività criminali”

LEGA NORD/ Ecco il dossier sul partito che ha venduto l’anima al diavolo

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.