Serbia: il diritto all’alloggio dei rom

In Europa milioni di persone sono ancora sottoposte a esclusione sociale, povertà, maltrattamenti e violenza, per quello che sono, quello che si presume siano o ciò in cui credono.

di Luca Bersaglieri – Referente Campagne gruppo241 Amnesty International – Campobasso

Serbia2La discriminazione può assumere diverse forme: insulti e aggressioni, negazione dei beni di prima necessità, dell’accesso ai servizi essenziali e ad altri diritti. La discriminazione può essere diretta, ad esempio quando una legge dispone misure differenti per un particolare gruppo di persone o le esclude. Oppure indiretta, quando leggi o prassi apparentemente neutre svantaggiano uno specifico gruppo di persone.

La campagna di Amnesty International “Per un’Europa senza discriminazione” ha lo scopo di ridurre la persecuzione, l’esclusione e la discriminazione sulla base di sesso, razza od origine etnica, nazionalità, religione,orientamento sessuale, di genere o su altri aspetti relativi all’identità e alla coscienza di ogni individuo, perpetrate da stati e attori non statali, affinché tutte le persone in Europa possano godere di un’effettiva ed efficace protezione da ogni forma di discriminazione.

Nell’ambito di questa campagna, è attualmente in corso un’azione dedicata alle violazioni dei diritti umani della popolazione rom in Serbia. Qui, gli sgomberi forzati sono una delle più gravi violazioni del diritto all’alloggio adeguato e colpiscono le comunità rom che vivono in insediamenti informali. Oltre a questi vengono colpiti anche altri gruppi di persone particolarmente vulnerabili, spinti dalla povertà a vivere in questi insediamenti.  Con l’aumento degli sgomberi forzati, in particolare nella città di Belgrado, le comunità rom si trovano intrappolate in un circolo vizioso di sgomberi, costretti a spostarsi da un insediamento all’altro senza nessuna alternativa di alloggio e nessuna garanzia per il loro diritto all’alloggio.

Tra aprile e novembre 2011, le autorità comunali di Belgrado hanno effettuato almeno cinque sgomberi forzati. La maggior parte di essi ha colpito le persone rom che vivono negli insediamenti informali.

Serbia_amnestyAmnesty International è convinta che l’unico modo per fermare gli sgomberi forzati da parte del governo serbo sia introdurre una nuova legge che vieti tale pratica. Questa dovrebbe includere delle garanzie in conformità con i Principi base e Linee guida delle Nazioni Unite su sgomberi e dislocamenti determinati da progetti di sviluppo, per garantire che qualsiasi sgombero sia effettuato nel rispetto del diritto internazionale.

Per tutto l’anno 2011, l’obbiettivo della nostra campagna è stato quello di sollecitare alle autorità serbe, in particolare al vice Primo ministro Božidar Ðelic, in quanto responsabile del Consiglio per il miglioramento delle condizioni dei rom in Serbia, a proibire gli sgomberi forzati nel paese.

A maggio si terranno le elezioni politiche nel paese. Alcuni partiti dell’opposizione sono particolarmente sensibili alla situazione di sgomberi forzati attualmente in corso. Per questo motivo, è fondamentale focalizzare il nostro impegno per spingere ai partiti politici a includere nei loro programmi elettorali la questione del diritto all’alloggio dei rom. E’ questo quindi il momento propizio per far sentire la nostra voce e lo possiamo fare solo grazie al tuo aiuto.

Firma ora l’appello online e aiutaci ad illuminare quest’ennesima violazione dei diritti umani. È disponibile su questo link, il video sullo sgombero forzato condotto a Belgrado nel 2011.

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