La scelta di Norma Cruz.

La storia che voglio raccontarvi parla di una terra, il Guatemala, di una donna, Norma Cruz e della “Fundación Sobrevivientes” un’associazione per i diritti delle donne che opera dal 2007 a Guatemala City e di cui Norma Cruz è cofondatrice insieme alla figlia Claudia María Hernández Cruz.

di Angela Ricciardi – Referente attivismo gruppo241 Amnesty International Campobasso

gr241@amnesty.it

Norma_CruzQuella di Norma è stata una scelta di vita; ha scelto di lottare documentando con il suo lavoro casi di violenza sulle donne, fornendo loro un sostegno nella lotta per la giustizia.

Come co-fondatore e direttore della Fundación Sobrevivientes, ha lavorato instancabilmente e coraggiosamente per difendere le donne vittime di violenza domestica e sessuale. Attraverso la sua fondazione garantisce il sostegno emotivo, sociale e legale a centinaia di vittime che chiedono giustizia e protezione. Ha lottato per la giustizia e la dignità umana in un paese in cui le donne sono state emarginate, dove la violenza contro di esse è tollerata. Norma afferma che per le vittime, non c’è giustizia più dolce che vedere il proprio aggressore condannato.

Nel 2008 è stato grazie alla pressione di gruppi come la Fundación Sobrevivientes che  il Congresso del Guatemala  ha accettato la costituzione della Commissione internazionale contro l’impunità in Guatemala (CICIG).

Secondo quanto riportato dal Rapporto Annuale 2012 di Amnesty International, durante il corso dell’ultimo anno, le donne vittime di omicidio, sono state ben 63. La legge contro il femminicidio e le altre forme di violenza contro le donne del 2008, che prevede anche tribunali speciali per i casi di violenza, sembra aver avuto scarso impatto sia sulla diminuzione del tasso di violenza sulle donne sia sulla capacità di assicurare alla giustizia i responsabili. Ciò testimonia quanto ancora ci sia da fare in  Guatemala per salvaguardare e difendere i diritti delle donne.

La scelta di vita di Norma Cruz e di molte altre persone che lottando in difesa dei diritti umani in Guatemala è stata una scelta difficile perché oltre a mettere a rischio la propria vita, essi hanno messo involontariamente in pericolo quella dei familiari e degli amici che subiscono continue minacce e vessazioni.

Coloro che erano impegnati nella difesa dei diritti umani, compresi giornalisti e sindacalisti, hanno continuato a essere vittime di intimidazioni per anni. Le organizzazioni locali hanno documentato 402 di questi episodi (Fonte: Rapporto Annuale 2012). Come molti suoi colleghi, Norma Cruz è stata più volte minacciata di morte da persone che contestano il suo operato. Da maggio 2009, ha ricevuto decine di minacce perché la sua organizzazione ha fornito assistenza legale a una ragazza vittima di stupro.

In Guatemala, l’elevato numero di omicidi di donne, afferma la Cruz, è legato sia all’elevato tasso di povertà della popolazione sia alla sanguinaria guerra tra i narcotrafficanti. Alcuni membri delle gangster  hanno riferito che uno dei loro riti di consiste nell’uccidere i membri femminili della famiglia della banda rivale senza temere ripercussioni legali o morali infatti, meno del tre per cento di questi crimini sono perseguiti.

Nel maggio 2011 Amnesty ha lanciato un appello grazie al quale ben 4242 persone hanno inviato un fax alla Procura generale del Guatemala chiedendo di svolgere un’indagine rapida, completa e imparziale per le minacce di morte subite da Norma Cruz. Per le minacce ricevute nel 2009, un uomo è stato arrestato e a settembre 2011, è stato riconosciuto colpevole. Le indagini sulle minacce subite nel 2010 sono ancora in corso e non hanno ancora prodotto alcun risultato.

Questo caso di successo altro non è che un esempio di come la forza di ogni singola persona può fare la differenza. Perché ogni singolo fax, ogni singolo individuo che ha contribuito attivamente a sottoscrivere l’appello è fautore di questo enorme gesto di pressione sulle autorità del Guatemala. Il nostro lavoro però deve continuare.

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