Io sono la voce: nuova campagna di Amnesty International per le donne del Medio Oriente

Dall’inizio della primavera araba, Amnesty International ha sottolineato il ruolo fondamentale  delle donne nelle manifestazioni di protesta che hanno invaso il Medio Oriente.  Molte di esse sono state molestate, arrestate, torturate  solo perché donne che “osano” sfidare le convenzioni ed esercitano i loro diritti alla libertà di espressione e di riunione.  Le donne sono state protagoniste del cambiamento attivando una rivoluzione sia  per se stesse  sia per il proprio paese.

 

di Lucia Aurisano – Responsabile gruppo 241 Amnesty International di Campobasso

alza_la_voceProprio alle donne del Medio Oriente è dedicata la  nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi di Amnesty International dal nome Io sono la voce, che ha l’obiettivo di continuare ed approfondire il lavoro di pressione sulle nuove autorità dei paesi del Medio Oriente affinché cessino le violazioni dei diritti umani e  adottino leggi che pongano fine alla discriminazione di genere. Aderendo alla campagna è possibile donare 2 euro tramite sms e 2 o 5 euro, chiamando da rete fissa, al 45509 (dal 29 ottobre al 25 novembre 2012).

Le donazioni ricevute consentiranno ad Amnesty International di proseguire nel 2013 la sua principale campagna globale, sui diritti umani in Medio Oriente e Nordafrica, attraverso il potenziamento delle missioni di ricerca nei paesi della regione, il lancio di campagne su temi o paesi specifici, la promozione di appelli per salvare la vita di persone a rischio di tortura o di morte, le pressioni sulle assemblee incaricate di scrivere le Costituzioni e di adottare leggi per porre fine alla violenza sessuale e formare le forze di polizia al rispetto delle donne.

Io sono la voce comprende anche la raccolta firme per tre casi relativi a donne dell’Iran e del Barhein.

Il caso di Nasrin Sotoudeh avvocata iraniana per i diritti umani condannata per “atti contro la sicurezza nazionale”, “propaganda contro il regime” e di aver fatto parte del Centro per i difensori dei diritti umani (Chrd) – organizzazione fondata dal premio Nobel per la pace Shirin Ebadi. Attualmente si trova in carcere ed è in sciopero della fame, poiché le viene vietato di incontrare faccia a faccia la figlia di 13 anni e il figlio di 5. Amnesty International ne richiede il rilascio immediato.

Il caso di Zainab Al-Khawaja, attivista del Bahrein, è stata rilasciata dal carcere, dopo aver scontato la pena per “aver distrutto proprietà del governo”: sembra che abbia strappato una foto del re del Bahrein mentre era in carcere a maggio. Amnesty International chiede che tutte le accuse nei suoi confronti cadano e che siano revocate tutte le condanne perché connesse solo al legittimo esercizio dei diritti alla libertà di espressione e di riunione.

Il caso, sempre nel Barhein, di Mahdi ‘Issa Mahdi Abu Dheeb e Jalila al-Salman, attivisti di un’associazione per i diritti degli insegnanti che, dopo aver indetto uno sciopero per sostenere le richieste dei manifestanti scesi in piazza in Bahrein, sono stati arrestati e processati da un tribunale militare. Tenuti in isolamento, sono stati torturati e costretti a firmare “confessioni” false. Amnesty International chiede il loro rilascio e la tutela oltre che l’apertura di un’indagine sulle torture subite.

In molti paesi del Medio Oriente la situazione delle donne è in piena emergenza.

In Siria, le attiviste vengono perseguitate e molte donne prese di mira solo perché chiedono informazioni sui loro familiari scomparsi. In Arabia Saudita, le donne possono votare ma non possono avere né un lavoro né un’istruzione superiore, inoltre possono sposarsi solo dopo il consenso di un familiare di sesso maschile.

In Tunisia ha suscitato scalpore il caso di una ragazza, sorpresa dalla polizia mentre era in macchina con il suo fidanzato, stuprata dagli agenti e chiamata a presentarsi dinanzi al giudice per “comportamento indecente intenzionale” e ancora in Egitto dove nel governo post Mubarak sono aumentati i casi di molestie sessuali su attiviste, blogger e giornaliste internazionali.

Il ruolo delle donne nella nascita dei nuovi governi del Medio Oriente è fondamentale e ancora più importante è la loro tutela, per questo Amnesty International chiede di aderire alla campagna Io sono la voce. Il contributo di ognuno di noi può salvare la vita delle donne in Medio Oriente e Nordafrica.

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