Il principio attivo che sostiene i diritti umani

Amnesty International si propone con una nuova veste per le Giornate dell’attivismo dedicate al reclutamento di nuovi attivisti nei gruppi che operano sul territorio nazionale. Più che di nuova veste si può parlare di vera e propria metamorfosi in un principio attivo, che se “ingerito” diventa utile alla vita delle persone con effetti anche a km di distanza. Di che cosa stiamo parlando!?

di Lucia Aurisano – gr241@amnesty.it

amnestynDi Amnestyn “il principio attivo che sostiene e da energia ai diritti umani”.

Dal 1961, il più grande movimento a favore dei diritti umani si è occupato di milioni di persone favorendo l’approvazione di importanti trattati internazionali per il rispetto dei diritti umani, l’abolizione della pena di morte in più di 120 paesi e la liberazione di 50.000 prigionieri di coscienza. Amnesty opera attraverso i milioni di soci che hanno la possibilità di attivarsi con i gruppi locali.

A Campobasso, da oltre dieci anni, è attivo il gruppo241 composto da persone di varie fasce d’età che si riuniscono mensilmente con l’obiettivo di individuare azioni utili a sensibilizzare il proprio territorio alle tematiche trattate dal più grande movimento per i diritti umani.

Amnesty opera innanzitutto attraverso le campagne, che si possono definire come insiemi di interventi finalizzati ad ottenere cambiamenti in situazioni nelle quali si commettono gravi violazioni dei diritti umani. Gli interventi possono comprendere la raccolta firme, la raccolta fondi per il sostentamento della ricerca sulle violazioni e ogni tipo di evento pubblico utile alla conoscenza della campagna. Molto importante per il movimento è scrivere appelli, indirizzati alle autorità del Paese in cui si è verificata la violazione, chiedendo di mettere in atto dei provvedimenti specifici, come ad esempio la scarcerazione di una persona imprigionata per motivi di opinione, la garanzia che un detenuto non venga torturato o maltrattato, la celebrazione di un processo equo ed imparziale, la commutazione di una condanna a morte, ecc. L’appello può diventare una petizione resa pubblica soprattutto dai gruppi locali, che con la forza di più firme, rappresenta un maggiore coinvolgimento dell’opinione pubblica e può spesso aprire la porta di un carcere, mettere fine ad una tortura o bloccare una condanna a morte.

Gli attivisti del gruppo241, duecentoquarantunesimo gruppo di Amnesty, formatosi in Italia, per le Giornate dell’attivismo, saranno in piazza V. Emanuele domenica 27 maggio dalle ore 10.00 a Campobasso per far conoscere Amnestyn e per incontrare tutti coloro che sono interessati ad attivarsi.

Quello di domenica non sarà soltanto un semplice incontro informativo ma, chi passerà in piazza, potrà vedere rappresentati alcuni casi importanti nella storia di Amnesty. Nello specifico, i passanti potranno conoscere la storia di Ken Saro Wiwa, poeta nigeriano condannato a morte per aver iniziato una battaglia pacifica per la tutela dei diritti umani delle popolazioni del Delta del Niger; quella di Norma Cruz, presidente della Foundaciòn Sobravivientes contro la violenza sulle donne, minacciata di morte; la storia di Khun Kawrio, arrestato in Myanmar per aver scritto messaggi politici su barchette di carta e ancora, la storia di una sposa bambina e di un caso di pena di morte in Bielorussia. Tutti casi che verranno approfonditi nelle puntate successive del nostro blog.

Il gruppo241 invita tutti in piazza domenica 27 maggio per immergersi per  qualche ora nelle violazioni dei diritti umani e poi scoprire quale sia la “cura” per contribuire ad opporsi efficacemente ad esse, conoscendo gli strumenti attraverso i quali Amnesty opera in un territorio così piccolo come il nostro. Per Amnesty International gli effetti di un’azione a favore dei diritti umani non hanno limite geografico.

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