Europa: mappe, diritti e discriminazioni.

Anno 2012, Europa. Amnesty International, nel’ambito della sua attività per realizzare la piena tutela dei diritti umani su scala internazionale, decide di occuparsi del continente che, nella visione comune, è la culla dei diritti. Perché l’Europa? Perché, soprattutto, la discriminazione?

di Marianna Cocca – Vice Responsabile Gruppo Amnesty International 241

cuoriIn Europa milioni di persone sono ancora sottoposte a esclusione sociale, povertà, maltrattamenti e violenza, per quello che sono, quello che si presume siano o ciò in cui credono. La campagna di Amnesty International “Per un’Europa senza discriminazione” ha lo scopo di ridurre la persecuzione, l’esclusione e la discriminazione sulla base di sesso, razza od origine etnica, nazionalità, religione, orientamento sessuale, di genere o su altri aspetti relativi all’identità e alla coscienza di ogni individuo, perpetrate da stati e attori non statali, affinché tutte le persone in Europa possano godere di un’effettiva ed efficace protezione da ogni forma di discriminazione.

La parità di trattamento di tutte le persone non è solo una questione di buon senso o di cortesia, ma è un diritto riconosciuto dalla Dichiarazione universale dei diritti umani cosi come da trattati, tra cui la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali e tutti i governi europei hanno l’obbligo di garantire che questo principio fondamentale sia rispettato. Il diritto internazionale impegna gli stati ad assicurare che le loro leggi e azioni non abbiano carattere discriminatorio: è in questo solco che si colloca, fra le altre cose, l’azione di Amnesty per l’adozione di una nuova Direttiva Europea Antidiscriminazione.

In questi giorni, gli attivisti di Amnesty sono impegnati in un’attività di pressione per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti), che in Lettonia sono ancora una volta in difficoltà per ottenere il permesso di organizzare il Pride dei paesi baltici, programmato per sabato 2 giugno a Riga. Nei paesi baltici, la discriminazione contro le persone Lgbti è ancora un problema diffuso. Come negli anni precedenti, il Pride Baltico è minacciato dall’opposizione di esponenti politici locali e da vari gruppi omofobi. Il 26 aprile, il Comitato per la sicurezza, l’ordine pubblico e la prevenzione della corruzione della città di Riga ha presentato una proposta chiedendo al Consiglio cittadino di vietare la “propaganda omosessuale” a Riga e agli organizzatori del Pride di ritirare la loro richiesta per il Pride Baltico 2012.

Vi è un reale rischio che il Pride possa essere annullato o, in caso vada avanti, che possa essere segnato da violenze e intimidazioni da parte di gruppi omofobi. Inoltre vi è una forte probabilità che il Pride Baltico di quest’anno possa attirare l’attenzione di molti contro-manifestanti, com’è avvenuto in passato per i Pride Baltico tenutisi in Lettonia e Lituania negli anni scorsi. Misure efficaci di sicurezza e la presenza adeguata delle forze di polizia sono quindi essenziali per il successo della manifestazione.

Amnesty chiede che le autorità lettoni assicurino che la possibilità del verificarsi di scontri violenti non sia utilizzata come pretesto per annullare la realizzazione della manifestazione e garantire che, qualora il Pride abbia luogo, la sicurezza dei partecipanti sia assicurata. Le autorità lettoni non solo devono permettere lo svolgimento del Pride Baltico, ma devono anche garantire che i partecipanti siano in grado di esprimere collettivamente e pubblicamente le loro opinioni e il loro orientamento sessuale e identità di genere, nel pieno rispetto del loro diritto alla libertà di espressione e di riunione. La pressione internazionale sulle autorità può giocare, in questa partita, un ruolo fondamentale. Per questo è importante firmare l’appello: ciascuna firma può, davvero, fare la differenza.

Amnesty International, dunque, sostiene con forza il Pride Baltico 2012 e chiede che i partecipanti possano manifestare in sicurezza, in una posizione appropriata e visibile al pubblico. Circa 40 attivisti e attiviste di Amnesty International provenienti da più di 20 paesi dell’unione europea, Italia compresa, parteciperanno alla manifestazione per esprimere il sostegno dell’organizzazione per i diritti umani alle persone Lgbti nella regione.

Ma la solidarietà, in questo come nella maggior parte dei casi, è un gesto alla portata di tutti: il nostro gesto si chiama “Mappa dell’Amore”. Gli attivisti del Gruppo Amnesty 241 di Campobasso invieranno, entro il 17 maggio, dei cuori con i colori dell’ arcobaleno agli organizzatori del Baltic Pride 2012. I nostri cuori arcobaleno saranno aggiunti alle migliaia di altri cuori provenienti da tutto il mondo e saranno inseriti in una vera e propria mappa preparata appositamente per l’occasione che sarà esposta durante il Baltic Pride. A nostro modo, saremo tutti lì: se vuoi partecipare a questa azione e a molte altre, scrivici a gr241@amnesty.it.

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