E tu cosa avresti fatto?

Svetlana Broz è un medico cardiologo. Porta su di sé un cognome importante, quello del nonno, Josip Broz, meglio conosciuto come ‘Maresciallo Tito’. Durante la Guerra di Bosnia, Svetlana decide di lasciare la sua città, Belgrado, per prestare servizio medico volontario nei territori devastati dalla guerra civile.

 

di Marianna Cocca – Vice Responsabile del gruppo Amnesty International di Campobasso

MANIFESTO_webQuattro storie, raccolte durante il conflitto bosniaco dalla dottoressa Svetlana Broz, sono state affidate alla voce di Marco Cortesi e Mara Moschini; rappresentano straordinarie testimonianze di eroismo, coraggio e umanità. Storie terribilmente attuali di coraggio civile, di decisioni e di scelte.

Queste storie compongono lo spettacolo “La Scelta”: i due attori ci consegnano testimonianze vere di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di ribellarsi dal ruolo di complici passivi di un meccanismo basato sull’odio. Nascondere il vicino in casa propria, dare un passaggio ad una donna, aiutare con del denaro un amico, condividere del cibo con un ragazzo, ci appaiono piccoli gesti ma diventano enormi esempi di coraggio e di umanità in un tempo di guerra in cui la malvagità regna in ogni angolo, in un tempo in cui proprio l’aiutare quel vicino di casa, amico, conoscente di etnia e religione differente potrebbe costarti la vita. 

I protagonisti del “La Scelta” porteranno il loro spettacolo a Campobasso, il giorno 1 dicembre 2012, ore 19.00, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Albino. Ci racconteranno questo conflitto, dandoci una chiave di lettura per il presente, ancora molto complesso, di questa terra.

Ricercatori di Amnesty International hanno visitato la Bosnia ed Erzegovina a giugno e a novembre del 2011, stilando il rapporto “Key international court ruling delivers victory to victims of crimes committed during the war in the former Yugoslavia”, i cui dati sono leggibili sul Rapporto Annuale di Amnesty International. Ciò che hanno trovato è un Paese in cui la retorica nazionalista e divisionista è aumentata. A fine dicembre 2011 è stato raggiunto un accordo per formare un governo di coalizione, 15 mesi dopo le elezioni generali. Durante l’anno, le istituzioni a livello statale, compresa la magistratura, sono state indebolite.

Importanti passi avanti sulla strada della lotta all’impunità per i crimini di guerra sono stati compiuti: Ratko Mladi?, ex capo di stato maggiore dell’esercito della Repubblica Srpska, è stato arrestato in Serbia a maggio e trasferito al Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia. Sono inoltre proseguiti i processi per crimini di diritto internazionale, ma i progressi sono rimasti lenti e l’impunità diffusa. Ai civili vittime di guerra è stato ancora negato l’accesso alla giustizia e alla riparazione. L’applicazione della strategia nazionale per l’attività sui crimini di guerra è stata rimandata, principalmente per la mancanza di appoggio politico e sostegno economico. I procedimenti per risolvere i crimini di guerra sono stati anche intralciati dagli ostacoli politici posti al miglioramento della cooperazione regionale, tra cui il fallimento nello smantellamento delle barriere giuridiche all’estradizione di sospetti criminali di guerra tra Bih, Croazia, Serbia e Montenegro. A giugno, il negoziato per un accordo bilaterale tra Serbia e Bih per risolvere la questione delle indagini parallele per i crimini di guerra è giunto a un punto di stallo.

Come si può intuire sin dal trailer, le storie che lo spettacolo “La Scelta” porta in scena non sono storie semplici: sono storie che resteranno nella mente di chi le ascolterà. Lasceranno segni. Come li ha lasciati quella guerra, uno dei conflitti più atroci, sanguinosi e assurdi che l’essere umano abbia mai combattuto. Nei libri di storia la chiamano ‘Dissoluzione della Ex-Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia’ ma sui muri di Sarajevo trovi una definizione molto più semplice “Welcome to Hell”, “Benvenuti all’Inferno”.

È uno spettacolo che non accetta passività, fin dal titolo. “E tu cosa avresti fatto?” è l’interrogativo diretto, che non ammette giri di parole, che pone l’uomo innanzi al sì o no che è sempre chiamato a dire.

L’intento del gruppo Amnesty International di Campobasso, nell’organizzare questo spettacolo nella città di Campobasso, è quello di tenere viva la memoria, per non restare fermi, per imparare a leggere i segni più piccoli dell’orrore prima che questo si trasformi in Inferno, come è già accaduto in un periodo non lontano nel tempo e nello spazio. Alle soglie degli anni Duemila. Dietro casa nostra.

Per assistere allo spettacolo, con un contributo minimo di 10 euro, si può contattare il Gruppo Amnesty International 241 al numero 328.8415431 o all’e-mail gr241@amnesty acquistando il biglietto e ricevendo tutte le informazioni sull’evento.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.