“Dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”

Tra gli aspetti fondamentali della missione di Amnesty International vi è la prevenzione delle violazioni dei diritti umani: uno degli strumenti fondamentali attraverso il quale quest’obiettivo viene perseguito è la promozione dei diritti, che si realizza, tra le altre cose per mezzo dell’educazione ai diritti umani.

di Marianna Cocca – Vice Responsabile Gruppo Amnesty International 241, Campobasso

gr241@amnesty.it

recitaL’educazione ai diritti umani è “una pratica volontaria e partecipativa volta all’empowerment delle persone, dei gruppi e delle comunità attraverso la promozione di conoscenze, capacità e comportamenti coerenti con i principi internazionalmente riconosciuti in materia di diritti umani”.

I processi e le azioni nell’educazione ai diritti umani promossi da Amnesty International rispondono a cinque obiettivi fondamentali: il primo è quello di affrontare le cause principali delle violazioni dei diritti umani, il secondo è di prevenire gli abusi dei diritti umani, vi sono poi quelli di combattere la discriminazione e promuovere l’uguaglianza; infine, quello di migliorare la partecipazione ai processi decisionali democratici.

Educazione ai diritti umani significa educare le persone riguardo le norme e i principi in materia di diritti umani, i valori che li sottendono e come possono essere effettivamente raggiunti e tutelati.

L’educazione ai diritti umani avviene inoltre attraverso i diritti umani, nel senso che i processi educativi e formativi devono rispettare i diritti di educatori e discenti. Essa sottolinea inoltre l’apprendimento per i diritti umani, ossia i partecipanti sono effettivamente messi in grado di godere ed esercitare i propri e rispettare e tutelare i diritti degli altri.

Il lavoro di educazione ai diritti umani viene realizzato attraverso precise metodologie educative:  in quanto pratica organizzata e volontaria volta all’empowerment delle persone, l’educazione ai diritti umani può essere promossa in tutti i contesti formativi, nella misura in cui vi siano processi pianificati e strutturati il cui scopo sia quello di fornire conoscenze, sviluppare le capacità, trasformare le attitudini, i valori e i comportamenti, rendere possibile e incoraggiare l’attivazione. Per fare questo, però, è necessario  sviluppare metodologie e metodi adeguati a ciascun contesto formativo.

Il gruppo Amnesty International 241 di Campobasso lavora da molti anni nel campo dell’educazione ai diritti umani, proponendo i suoi percorsi formativi nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché a gruppi associativi e strutture, mettendosi a disposizione di chiunque voglia avviare progetti di questo tipo: è possibile contattare il gruppo al gr241@amnesty.it ed indicare il tipo di lavoro che si vuole svolgere.

A chiusura di questo anno scolastico, ci piace segnalare un esempio di progetto di educazione ai diritti umani, che ha visto coinvolti ragazzi della classe VC della Scuola Elementare Terzo Circolo di Campobasso.

Dopo alcuni laboratori didattici che, con metodologie partecipative, hanno fatto riflettere gli alunni sul tema della discriminazione, gli stessi hanno portato in scena lo spettacolo “L’autobus di Rosa”, ispirato ad un testo illustrato, che narra la storia di Rosa Parks, attivista statunitense afroamericana, figura-simbolo del movimento per i diritti civili statunitense, famosa per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto su un autobus ad un bianco, dando così origine al boicottaggio degli autobus di Montgomery. La storia di Rosa è raccontata ad un bambino da suo nonno, il quale sa bene che soltanto conoscendo la storia si può evitare di ripeterne gli errori. Sa bene che i “no” come quello di Rosa sono fondamentali per lottare contro i soprusi, le prepotenze, gli arbitrii.

La storia di Rosa Parks è emblematica degli scopi dell’Educazione ai Diritti Umani e in particolare di quello, fondamentale, di creare nei ragazzi, sin dalla scuola primaria, la coscienza dei diritti, incoraggiando la libertà d’espressione, la partecipazione attiva e l’analisi critica. La finalità è quella di instillare nei ragazzi il rispetto delle differenze tra gli esseri umani nella loro diversità e l’opposizione a tutte le forme di discriminazione (di tipo etnico/razziale, genere, orientamento sessuale, lingua, religione, ideologia politica, origini sociali, capacità fisiche o mentali).

L’educazione ai diritti umani non è solo questione di informazione: attraverso la storia di Rosa Parks – che in fondo è la storia di una battaglia di giustizia vinta – lo scopo educativo era quello di far scoprire che gli individui e le comunità sono dotati degli strumenti necessari a individuare le proprie esigenze in termini di diritti umani e devono sviluppare strategie volte a garantire che vengano soddisfatte: si promuove, così, in senso lato, la conoscenza degli strumenti e dei meccanismi presenti a livello locale, nazionale, regionale e internazionale per la tutela dei diritti umani e delle capacità richieste per il loro utilizzo.

Insomma, l’educazione ai diritti umani non è un fatto di nozioni: è una questione di conoscenza, ma anche di esperienze vissute. E’ la sfida di contribuire alla formazione di cittadini consapevoli ed abituati a riconoscere le violazioni dei diritti umani e ad opporsi: è un modo per iniziare ad essere, come diceva Gandhi, il cambiamento che vogliamo nel mondo.

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