241 buoni motivi per scegliere il giallo

di Lucia Aurisano

Chi crede nella magia dei colori saprà che il giallo indica la forza espansiva e creatrice del sole, la sua capacità di trasformare e rigenerare ogni forma di vita attraverso una forza costante. Giallo è il colore scelto da Amnesty International per “evidenziare” ogni violazione dei diritti umani sulla quale il movimento è richiamato ad operare da oltre 50 anni.

TheForgottenPrisonersIl padre di Amnesty si chiama Peter Benenson, avvocato inglese che nel 1961 apprese la notizia dell’arresto di due giovani universitari colpevoli di aver brindato per la libertà sotto il regime dittatoriale di Salazar.

Per questo Benenson decise di pubblicare un appello per l’amnistia dal titolo “I Prigionieri dimenticati” sull’Observer invitando i lettori a scrivere lettere di protesta al governo portoghese. Ben presto l’appello raccolse la collaborazione di molte persone dapprima in Gran Bretagna e successivamente in tutta Europa e in questo modo il movimento iniziò a crescere contando oggi oltre due milioni e duecentomila  tra soci, sostenitori e donatori in più di 150 paesi.

Amnesty International è un’organizzazione non governativa, indipendente e imparziale che utilizza come riferimento per la propria azione la Dichiarazione universale dei diritti umani, documento delle Nazioni Unite firmato a Parigi il 10 dicembre del 1948 composto da 30 articoli che sanciscono i diritti, individuali, civili, politici, economici, sociali e culturali di ogni persona. La “Dudu” è stato il primo documento a sancire diritti fondamentali per tutte le persone del mondo senza alcuna distinzione.

Dai prigionieri di coscienza portoghesi del 1961 Amnesty ha ampliato il suo raggio di interesse e di azione. Nel 1972 ha lanciato la prima campagna per l’abolizione della tortura e si è occupata di sparizioni forzate a partire dal 1979. Nel 1989 ha dato avvio alla più grande sfida per la tutela dei diritti umani: la campagna per l’abolizione della pena di morte nel mondo grazie alla quale attualmente la pena capitale è stata abolita in 96 paesi.

Nel 1994 ha iniziato ad occuparsi di violenza sulle donne e nell’arco di dieci anni ha sviluppato una delle sue campagne più importanti dal titolo “Mai più violenza sulle donne”. Attualmente il movimento lavora sulla campagna “Io pretendo dignità” con la quale Amnesty intende porre fine alla povertà globale spostando l’equilibrio di potere verso i poveri per fornire loro la capacità di essere i principali attori dello sviluppo del proprio futuro.

La struttura di Amnesty è composta dal Segretariato Internazionale che ha sede a Londra e che coordina le attività delle sezioni nazionali tra cui quella italiana, con sede a Roma, nata nel 1975. A livello regionale sul nostro territorio operano le Circoscrizioni con il compito di gestire i gruppi locali come il gruppo241 di Campobasso che è attivo da oltre 15 anni nella città capoluogo. Le attività a livello locale sono tutte rivolte alla promozione delle campagne e allo sviluppo di attività per l’educazione ai diritti umani, per lo più nelle scuole. Ogni gruppo opera attraverso, appelli diretti da firmare, eventi pubblici utili alla sensibilizzazione, lavoro di comunicazione per far conoscere il lavoro di Amnesty e qualsiasi altra attività che permette la diffusione della tutela dei diritti umani.

Ogni socio opera in base al principio suggerito dal nostro padre fondatore Peter Benenson secondo il quale “Amnesty International non avrà più ragione di esistere solo quando il nostro mandato potrà considerasi concluso. Questo significa che al mondo non ci saranno più violazioni dei diritti umani” e per arrivare a questo traguardo abbiamo sempre più bisogno di difensori.

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