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Spectator Coeli
Venerdì 10 Febbraio 2012 14:50
Fulvio Antenucci

di Fulvio Antenucci
Leggevo ultimamente un articolo che parlava delle condizioni disumane in cui versano i lavoratori di Amazon.com, nota società di vendita on-line di libri. L'articolo in questione si intitola Inside Amazon's Warehouse, e descrive le condizioni disumane alle quali sono costretti i dipendenti nei magazzini della società. In breve: estrema precarietà del lavoro, clima di perenne ricatto e assenza di diritti, ritmi inumani, con velocità raddoppiate da un giorno all’altro (da 250 a 500 “colli” al giorno, senza preavviso), con una temperatura interna che supera i 40° e in almeno un’occasione ha toccato i 45°, provvedimenti disciplinari ai danni di chi rallenta il ritmo o, semplicemente, sviene (in un rapporto del 2 giugno scorso si parla di 15 lavoratori svenuti per il caldo), licenziamenti “esemplari” su due piedi con il reprobo scortato fuori sotto gli occhi dei colleghi (chi ha visto Tutta la vita davanti di Virzì?). Un'ex-magazziniere dice: “Ci uccidono mentalmente e fisicamente”.
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