La mafia a Salemi non esiste |
|
|
|
| Blog - ResistenteMente | |||
| Scritto da Serena Verrecchia | |||
| Venerdì 10 Febbraio 2012 14:34 | |||
|
di Serena Verrecchia L'amministrazione comunale di Salemi rischia di essere sciolta per infiltrazioni mafiose. È quanto emerge dalla relazioni degli ispettori del Ministero degli Interni, in seguito all'operazione Salus Iniqua, che ha portato al sequestro di un patrimonio di oltre 35 milioni di euro di Giuseppe Giammarinaro, pregiudicato in odor di mafia che avrebbe condizionato le decisioni dell'amministrazione Sgarbi. Il primo cittadino si dichiara “ignaro” e annuncia le dimissioni.
Il noto critico d'arte infatti, più noto in realtà per le famose sceneggiate a riflettori accesi, ha avuto la capacità di districarsi agevolmente tra affermazioni come “la mafia in Sicilia non esiste più”, “l'unica mafia è quella del Parlamento”, “ma quale mafia! Con essa rimane solo un legame affettivo”, a proclamazioni, del tutto dissonanti, come “io ho combattuto la mafia molto più di Saviano”, “io mi occupo di mafia, Saviano di letteratura”, “Saviano fa la vittima, io ho fatto arrestare quindici mafiosi”, “in Sicilia non c'è speranza”, senza porsi problemi di coerenza (neppure con sé stesso) e parlando di mafia come se fosse un argomento da spolverare dal dimenticatoio delle coscienze quando le circostanze lo rendono necessario. Eppure, oggi, Vittorio Sgarbi (condannato per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi e assenteismo nel periodo in cui era dipendente del Ministero dei Beni culturali) e “pianeta mafia” non sono poi delle dimensioni così distanti ed inconciliabili. Dopo l'operazione Salus Iniqua su appalti e malasanità, nella relazione degli ispettori nominati dall'ex ministro Roberto Maroni, spicca, dura come una sentenza, la proposta di scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Salemi, la cui vita amministrativa sarebbe stata condizionata dal pluripregiudicato e sorvegliato speciale Giuseppe Giammarinaro. Ma chi è costui? Nel 2008 è nella sua Salemi a sostenere la candidatura a sindaco del critico d'arte Vittorio Sgarbi, appoggiata da Dc, Udc e da una lista civica. Sgarbi ha ottenuto la fascia e fino a ieri si è crogiolato nelle vesti di primo cittadino, sbandierando ai quattro venti che la mafia a Salemi non esiste, autoproclamandosi sindaco modello e osteggiando l'antimafia dell'isola come latrice e responsabile di tutti i mali. E mentre il critico ostentava la propria valentia e perspicacia davanti alle telecamere, Pino “Manicomio” “condizionava l’attività amministrativa del Comune di Salemi, partecipando occultamente alle fasi decisionali più importanti, così ponendo in essere ‘…un vero e proprio condizionamento mafioso di tutta l’attività amministrativa del Comune di Salemi…’, finalizzato ad imporre, dopo l’elezione del Sindaco Sgarbi, un’influenza sull’Amministrazione Comunale di Salemi”. Dunque le cose per il buon Vittorio, che continua a proclamarsi ignaro di tutto, si mettono male, specie dopo le dichiarazioni del fotografo Oliviero Toscani, ex assessore dell'amministrazione. Sgarbi si difende sbraitando, come è suo solito, annuncia le dimissioni (che non sono ancora state presentate) e sogna un ritorno al Nord, perché “la Sicilia non ha speranze”. LEGGI ANCHE Collusi sempre, partigiani mai
Articoli più recenti:
Articoli meno recenti:
|