Ai lettori dell’Infiltrato

di Giovanni Principe

Con questo post inizio una collaborazione con l’Infiltrato, di cui ho accettato molto volentieri la proposta di ospitalità. Per l’approccio libero, autonomo, professionale con cui affronta quotidianamente la sfida di fornire informazione in un contesto assai poco favorevole, per non dire ostile.

bentornato_marxIl blog parla di politica. In un momento in cui la politica non gode buona fama. Ma non bisogna arrendersi alla cattiva politica. Dipende da noi. Così, cercherò di portare il mio mattoncino.

Sarò di parte (mancina), perché non si possono affrontare temi politici senza esserlo, Non è possibile restare neutrali. Non si può non aderire a un sistema di valori, che immediatamente ci colloca in un’area. Perciò non lo considero un limite. Ciò che importa, a mio parere, è la trasparenza (che il sistema di valori sia riconoscibile), l’obiettività (restare aderenti alla verità dei fatti) e la ricerca del confronto e del dialogo (che dà senso di alla presenza nella rete).

Mi sforzerò di guardare al futuro. Perché questo approccio fa parte di ciò che distingue – davvero – la sinistra dalla destra, che invece guarda al passato. Non ci si lasci confondere dal richiamo al futuro che oggi fa capolino in qualche formazione di destra. Per la sua parte più intelligente il futuro è una dimensione che irrompe sulla scena solo nelle crisi epocali, quando il passato non riesce ad offrire nessuna soluzione. Al contrario, per la sinistra il futuro è la dimensione normale (un giovane filosofo in un recente libro ha definito il marxismo una filosofia futuro-centrica).

Semmai, il guaio per la sinistra è che nelle crisi gravi, come quella che stiamo vivendo, affiora la tentazione di rifugiarsi nella nostalgia del passato. Una tentazione da contrastare, rivolgendo l’occhio al futuro anche (se non soprattutto) nei momenti difficili. E’ questa una mia profonda convinzione.

Uno sguardo dentro i problemi che la politica è chiamata ad affrontare,quelli alla sua portata, quelli che rientrano nella sua sfera di influenza. Resistendo però alla tentazione di descrivere i problemi solo per il gusto di guardare nel fondo dell’abisso, o per negare ogni possibile soluzione. Non c’è pessimismo della ragione che, nella sfera della politica, non possa e non debba cedere il passo a una volontà positiva, termine che preferisco a ottimista, che secondo me altera, per il significato stucchevole che ha acquistato, il senso della celebre frase gramsciana.  

 

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