Vietato essere antidemocratici

Se un paese di dichiara democratico dovrebbe accettare tutte le opinioni e i modi di pensare, compresi quelli non democratici. Ma come dice Massimo Fini, un paese che pretende che tutti siano democratici non è un paese democratico, ma autoritario.

di Giacomo Cangi

antidemocraziaGrandi polemiche in corso a causa dell’evento dedicato alla memoria dell’ausiliaria scelta Raffaela Duetti e del comandante fascista Bartolo Gallitto, entrambi appartenenti della X Mas. “Non si deve celebrare pubblicamente chi ha fatto strage di partigiani e civili italiani “ dice l’Anpi.

Io non sono fascista e non lo sono mai stato e non ho intenzione di diventarlo, ma trovo tutte queste polemiche a dir poco patetiche. Ho appena finito di vedere un video sul sito di Repubblica in cui delle persone, probabilmente ex partigiani, si ritrovano in piazza per denunciare il fatto. E cosa vedo sventolare dietro un intervistato?

La bandiera di rifondazione comunista, quella con la falce e il martello. Non voglio qui aprire la solita, vecchia ed inutile diatriba “fascismo vs comunismo” (che è un po come chiedere “preferisci che ti ammazzo sparandoti un colpo di pistola o pugnalandoti?”), però semplicemente mi pare curioso che chi sventola una bandiera con simboli di morte e distruzione (questo è stato storicamente il comunismo) faccia la morale a qualcun altro, chiunque esso sia. Sembra quasi che alcuni morti contino più di altri.

Sia chiaro, io ho un’enorme stima per i partigiani che hanno lottato e sacrificato la loro vita per liberare l’Italia, ma ho anche rispetto per tutti quei ragazzi che mossi da valori disinteressati hanno lottato per le camice nere, perdendo anche la vita perché era qualcosa in cui credevano, per cui valeva la pena morire. Non rispetto invece Mussolini, che quando era al potere si riempì la bocca con la “bella morte” in guerra, e poi provò a fuggire travestendosi da soldato tedesco(da questo punto di vista Hitler è più apprezzabile, almeno è stato coerente con sé stesso).

Questo episodio è l’emblema dell’arroganza delle democrazie occidentali (o almeno della nostra) che non sanno vedere niente di diverso da loro stesse. Le dittature nazifasciste e comuniste del primo novecento volevano liberarsi degli oppositori, le democrazie che sono venute dopo si vogliono liberare di tutto ciò che non è democratico. Dove sarebbe questa gran differenza? Direte voi: adesso puoi esprimere il tuo dissenso senza rischiare la vita. Vero (neanche del tutto, se vivi in un paese non democratico c’è sempre il rischio che la Nato ti venga a bombardare la casa o un ospedale perché ti deve venire a portare la democrazia), ma a quale prezzo? Le terribili dittature novecentesche almeno erano fondate su dei valori. E noi cosa abbiamo fatto? Ci siamo liberati delle dittature(e fin qui niente di male) per il modello democratico-mercantile che si basa sulla totale assenza di valori per far posto al libero mercato.

La camicia nera e il partigiano erano disposti a morire per le loro idee, l’uomo democratico si vende al miglior offerente. Ma al posto di denunciare questo sistema, ce la prendiamo con chi ricorda la X mas. Quando finirà questo teatrino?

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