Una vita da Bersani…

Giornate difficili queste a cavallo fra la fine di ottobre e l’inizio di novembre per il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani. Si é saputo infatti che é indagato Bruno Solaroli, ex capo gabinetto Regione Emilia-Romagna, nell’inchiesta della procura di Bologna che ha portato all’avviso di garanzia per truffa aggravata a Zoia Veronesi, segretaria storica di Pier Luigi Bersani. Questi politici proprio non ci riescono a circondarsi di persone per bene. Si trattasse di un reato minore non sarebbe un problema, ma truffa aggravata per un segretario di un politico é particolarmente grave, sia per il segretario che per il politico.

 

di Giacomo Cangi

bersani_e_la_lenzuolata1Ne sa qualcosa anche Nichi Vendola che davanti alle richieste dei pm promette di dimettersi in caso di condanna. A parole sono capaci tutti, lo aspettiamo alla prova dei fatti. In caso lo facesse non farebbe niente di straordinario ma solo quello che qualsiasi persona che riveste una carica pubblica dovrebbe fare. E anche in ritardo considerevole. Nei paesi normali infatti i politici si dimettono dal loro incarico perfino se viene scoperto che hanno copiato la tesi di laurea, figuratevi per un avviso di garanzia. Qui invece si aspetta la condanna. Poi chissà perché c’è lo scontro fra politica e giustizia. Se i politici si dimettessero e si facessero processare come tutti gli altri cittadini non ci sarebbe nessunissimo scontro. Ne sa qualcosa Maria Grazia Laganà, neo condannata (6 ottobre 2012) a due anni di reclusione, pena sospesa, dal Tribunale di Locri per truffa, falso ed abuso. Autosospesa dal PD e dal gruppo parlamentare del partito, ma non ci risulta (lieti di essere smentiti) dimessa.

Tornando a Bersani, recentemente ha anche detto che per risolvere il problema degli esodati “possono esserci anche altre soluzioni” oltre a quella della tassa sui ricchi. Oh bella, quando Monti fa la sua manovra sbraitano chiedendo la tassa sui grandi patrimoni e poi cambiano idea. Sarà mica che poi sarebbero loro e i loro amichetti a rimetterci? Verrebbe quasi da dire “Bersani dì qualcosa di sinistra”. Ma Bersani, ricordiamocelo, é quello che si indignò quando si parlò delle ferie dei parlamentari: “Stiamo passando il segno. Queste cose mi preoccupano perché portano il Paese al disastro. Qui c’è gente che non ha paura di lavorare. Ci sono dei decreti, dei provvedimenti, e lavoreremo ad agosto finché c’è da lavorare. Ma c’è un limite a tutto. Abbiamo tutti una famiglia, che ha diritto di stare due giorni con il padre o con la madre”. Povera stella, passasse un giorno in fabbrica e ne riparliamo. Bersani é quello di “Basta parlare, bisogna fare. Sappiamo che senza sobrietà della politica, senza buona politica non si va da nessuna parte”.

Ma lui é uno di quelli che, visto le cariche ha rivestito, poteva effettivamente fare e non ha fatto. E allora che parla ancora a fare? Lui che anzi è parte della causa del problema Italia come può presentarsi come la cura? Per avere un minimo di credibilità e di sobrietà hanno dovuto chiamare i tecnici, perché se era per loro a quest’ora chissà dove saremmo stati. Bersani é quello capace di elogiare D’Alema: “D’Alema è un vero combattente, uno capace di girare per i paesini a cercare i voti; uno che si batte per le proprie idee, e poi talvolta vince e talvolta perde. Ce ne fossero altri così…”. Peccato che D’Alema non abbia mai vinto nulla nella sua vita politica. Due perle riassumono bene il personaggio: “Ah-ah! È impensabile che il dottor Berlusconi entri in politica. Deve occuparsi dei suoi debiti. Stia fermo, tanto prenderebbe pochi voti“. (1993). “Veltroni leader del PD? Non finché io vivo” (2006). Detto e fatto.

Sempre il discepolo del profeta D’Alema, per l’appunto Pier Luigi Bersani, ha detto che ci sono zero possibilità di un Monti-bis. Avvisate il Professore, altre cinque anni a Palazzo Chigi ormai non glieli toglie più nessuno.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.