Tempi bui…

Ormai siamo così abituati allo schifo più totale che cose assurde ci sembrano normalissime. Ma svegliarsi dal coma no?

 

di Giacomo Cangi

parlamento-soldiViviamo in tempi strani, su questo non ci sono dubbi. Ormai sentiamo dichiarazione senza senso dette da gente impresentabile come nulla fosse. Ci sembra normale che Pier Ferdinando Casini dica “No a tornare sul vecchio terreno della politica”. Come se non fosse lo stesso Casini che sta in Parlamento dal 1983, ovvero otto legislature, ventinove anni. Il leader dell’UdC ha 57 anni e più della metà l’ha passata alla Camera dei Deputati. Solo dalla stampa italiana uno così può essere considerato un giovincelo della politica. Ultimamente non fa altro che dire che “Monti ci ha salvato dal baratro” e che “Dopo Monti c’è solo Monti”.

Ma perché un politico si candida alle elezioni se è lui stesso il primo a riconoscere che il primo tecnico che passa sa fare meglio di lui? E il segretario e candidato premier del centro-sinistra Pier Luigi Bersani dice al Wall Street Journal che pensa a una larga alleanza con le forze moderate di Casini e Montezemolo, definite come realtà «centriste, europeiste». Massì, che male c’è ad allearsi con chi ha come segretario un prescritto per corruzione, con chi ha candidato personaggi noti come Totò Cuffaro e Ciriaco De Mita o Giuseppe Carmelo Drago, condannato per peculato e abuso d’ufficio o Giusepp Naro, condannato per abuso d’ufficio nel processo per l’acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici alla cifra di 800 milioni di lire.

Ma che é anche lo stesso che va al governo con Berlusconi e poi come se nulla fosse dice che “sta diventando un comico di Zelig o di Striscia la Notizia”, quello favorevole alla privatizzazione dell’acqua, quello che “Serve un governo tecnico”(9 maggio 2010), che poi cambia idea:“I governi tecnici sono una sconfitta della politica” (1 agosto 2011), e poi appoggia il governo Monti.

A proposito di Monti, Il fatto che l’attuale Presidente del Consiglio sia una persona molto seria lo si era capito già da tempo e gli ultimi avvenimenti lo confermano. Le annunciate dimissioni hanno un messaggio ben chiaro: Monti non ha nessuna intenzione di star dietro ai giochini di Berlusconi (mica è il primo Bersani che capita). All’annuncio di Alfano che considera chiusa l’esperienza Monti e alle parole di Berlusconi secondo cui ora si sta peggio di un anno fa e che torna in campo per senso di responsabilità nella testa di Monti deve essere passato un pensiero del tipo “Mi togliete la fiducia? Benissimo! Allora provate voi a rimediare a tutto il casino che avete combinato negli ultimi vent’anni“. Dargli torto é difficile.

Perché se é vero che il suo governo ha introdotto una tassa cattiva come l’Imu e la parola equità sembra non essere conosciuta dai professoroni, é altrettanto vero che salvare un paese dalla bancarotta avendo a che fare con lo stesso Parlamento che votò Ruby nipote di Mubarak sarebbe stato difficilissimo per chiunque. Il vero colpevole con cui gli italiani dovrebbero prendersela non é Monti, ma il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che un anno fa non ci fece andare alle elezioni per cambiare un parlamento che non rappresentava più nessuno.

In tutto questo l’Unione Europea ci chiede di cambiare la legislazione sul finanziamento delle campagne elettorali e dei partiti ma noi, o meglio, i senatori Giuseppe Saro (Pdl) e Flavio Pertoldi (Pd) presentano in commissione al Senato una proposta per posticipare i tagli all’assegno di fine mandato dei consiglieri alla legislatura successiva a quella in corso per le Regioni che siano in vita da almeno 4 anni. Ce ne fosse uno che si vergogni.

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