Se la democrazia non funziona. O funziona poco. O funziona male.

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Siamo sicuri che la democrazia sia il miglior sistema possibile? Alla luce dei fatti qualche dubbio inizia a sorgere.

 

In alcuni paesi non democratici, come l’Afghanistan pre-americano, i capi vengono scelti sulla base del coraggio dimostrato in battaglia e sulla virtù praticata ogni giorno. Che sciocchi. Effettivamente, da noi occidentali democratici, funziona molto meglio: i governanti vengono scelti in base a chi appare più bello in televisione e chi promette mirabilie.

Come diceva Hobbes: “la democrazia è in effetti un’aristocrazia di oratori”. Chi sono i più selvaggi, i democratici o i non democratici? Si dirà: “gli antidemocratici sono violenti”. Ed è vero. Ma usare la violenza per cacciare un capo a cui non si riconosce più legittimità è così sbagliato? Se ci si pensa, la stessa democrazia è nata da un enorme bagno di sangue come la seconda guerra mondiale. Chi ha fatto la resistenza ha ucciso i nazifascisti, mica gli ha elencato i suoi diritti. Noi civilissimi democratici invece cosa possiamo fare? Niente.

Siamo governati da squallidi personaggi che sembrano presi da un brutto film comico ma non facciamo niente per cambiare le cose. Ma insomma, cosa ho fatto di male per essere governato da Scilipoti? Guardateli, stanno lì a dirci come risolvere la crisi che loro stessi hanno causato. Stanno lì a parlare delle riforme da fare che non hanno mai realizzato in vent’anni.

Se oggi l’Italia rischia di fallire, se in 10 anni il reddito degli operai italiani è diminuito di 442 euro, se solo due lavoratori su dieci hanno un posto fisso, se sono a rischio d’usura 3.130.000 famiglie e 2.550.000 piccoli imprenditori, se il nostro debito pubblico è di 1.966,303 miliardi, se il 55% vive con meno di mille euro, se 10.584 professionisti italiani tra il 1997 e il 2010 si sono trasferiti stabilmente in altri paesi europei per poter lavorare, la colpa è di chi ci ha governato.

La reazione degli italiani? Nulla. Encefalogramma piatto. In un paese non democratico dove i cittadini hanno ancora quella cosina chiamata dignità tutto ciò non sarebbe possibile, li avrebbero presi a pedate da un pezzo. Perfino gli antichi romani erano meglio di noi. Non si poteva rivestire la stessa carica magistratuale se non per dieci anni, con l’eccezione dei consoli (i più importanti) a cui era impedita la rielezione.

Neanche a dirlo, una stessa persona non poteva ricoprire più cariche. Tanto per capirci, le porcate dei parlamentari eletti sindaci e similari, non sarebbero state possibili. Per non parlare della cosa per noi più scandalosa. Vestire una carica magistratuale a Roma era un honor, quindi era svolta gratuitamente.

Non esistevano vitalizi o pensioni dopo cinque anni di legislatura. Nella Roma repubblicana inoltre non potevano essere senatori persone con condanne a proprio carico. Noi oggi abbiamo 18 condannati in via definitiva in Parlamento. Ma ci sta bene così. Viene quasi il dubbio che ci meritiamo quel che abbiamo. Chissà, forse dovremmo cominciare ad essere un po’ meno democratici e un po’ più uomini.

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