Primarie: meglio di un film al cinema

Commenti, vittorie, sconfitte, polemiche. Il primo turno delle primarie non ha niente da invidiare alle elezioni politiche vere e proprie. E la cosa bella é che ci sarà anche un seguito.

 

di Giacomo Cangi

primarie-supereroiIn tutto questo la cosa più significativa probabilmente l’ha detta Silvio berlusconi dicendo che il destino del PdL (primarie sì primarie no) lo deciderà l’ufficio di presidenza “dopo i risultati delle primarie del Partito democratico”. Se non si fosse capito il pensiero del Cav dovrebbe essere questo: “Se vince Bersani mi ricandido e me la gioco, se vince Renzi facciamo le primarie ma io non partecipo”. E a suo modo di vedere ha ragione, perché se vince Bersani molti di quei 3.107.658 cittadini che sono andati a votare alle primarie non voterebbero per il Pd alle elezioni della prossima primavera.

Mentre se vince Renzi probabilmente aumenterebbero perché prenderebbe voti fra gli astenuti storici delusi di sinistra, Movimento 5 Stelle, e Popolo delle Libertà. Renzi riuscirebbe quindi a prendere così tanti voti da garantire un governo stabile senza accordi con l’UdC ne tanto meno con il Pdl. Cosa che invece non riuscirebbe assolutamente a Bersani che, nonostante il probabile appoggio di SEL non riuscirebbe a garantire la stabilità al suo governo che quindi dovrebbe o inciuciare con l’UdC o richiamare Monti per un altro governo di coalizione.

E il M5S avrebbe molti più deputati e senatori che conterebbero tantissimo. Si può quindi dire che Berlusconi e Beppe Grillo almeno per una volta la pensano uguale sperando nella vittoria del segretario. E la cosa più assurda é che Renzi viene accusato di essere berlusconiano. Ma chi vuole un governo chiaramente di sinistra dovrebbe invece sperare nella vittoria di Matteo Renzi.

Le cose da ricordare di questo primo turno sono comunque diverse. Innanzitutto il ritardo clamoroso nell’annunciare i dati senza un minimo di giustificazione. Si sono saputi solo alle 18 del giorno dopo. Non é normale.

Poi le dichiarazioni di Vendola: «Ho buone sensazioni, credo nel ballottaggio». Lo chiamavano indovino. I vendoliani sui social networks poi sono fantastici. Non se la prendono tanto per il risultato di Vendola (vicino al 16%), ma per il successo di Renzi: “L’Italia è una repubblica fondata sul berlusconismo”, “Quello che mi delude (non dovrebbe in effetti) è il voto dato a chi esprime chiaramente sintomi di berlusconismo. È la mentalità e l’opinione formato dalla superficialità del pensiero che mi preoccupa.”, “La destra stasera esce a cena”. Voce del verbo rosicare.

A risultati acquisiti si é scoperto che gli exit poll delle 20:15 dati da Rainews che si rifacevano al consenso sul web avevano ragione: davano Bersani al 44 (ha preso il 44,9), Renzi al 36 (ha preso il 35,5), Vendola al 16 (ha preso 15,6). Vorrà forse dire che queste primarie si sono giocate soprattutto sulla rete? Se é così, allora Renzi se usa questa settimana bene può fare il miracolo.

E poi Vendola dovrebbe rivedere i sostenitori che vanno in televisione. Al confronto di Skytg24 aveva una ragazza che in preda all’emozione ribattezzò Oscar Giannino in Oscar Giannetto suscitando l’ironia sul web e ieri allo speciale “In Onda” su La7 c’era (rullo di tamburi) Alba Parietti. Perché mai Alba Parietti dovrebbe essere ospite di una trasmissione politica? Rimaniamo in attesa che Vendola prenda le distanze dalla showgirl torinese.

Infine passa sotto l’indifferenza generale nel dibattito post-voto la notizia che un emendamento a firma Giuseppe Saro (Pdl) e Flavio Pertoldi (Pd) presentato in commissione al Senato al decreto legge sui costi della politica propone di posticipare i tagli all’assegno di fine mandato dei consiglieri alla legislatura successiva a quella in corso per le Regioni che siano in vita da almeno 4 anni. Chi fra Bersani e Renzi ci tiene di più a vincere dovrebbe immediatamente denunciare questo fatto e dire che la politica dei sacrifici altrui é finita.

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