Nassiriya: ipocrisia e memoria corta

Tutti a piangere la morte degli eroici soldati italiani morti in Iraq. Peccato che la verità sia un’altra.

 

di Giacomo Cangi

sad-bushIl messaggio che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato al Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola é, come ci si poteva facilmente immaginare, molto ipocrita: “Nella solenne ricorrenza della Giornata del ricordo dedicata ai caduti, militari e civili, nelle missioni internazionali per la pace e del IX anniversario della strage di Nassiriya, rivolgo il mio commosso pensiero a tutti coloro che hanno perso la vita nell’adempimento del dovere, al servizio del Paese e delle comunità internazionale per la sicurezza e la stabilizzazione delle aree di crisi”.

I soldati italiani morti a Nassiriya non erano benefattori andati in Iraq per portare la pace e la democrazia ma erano soldati che occupavano un territorio straniero alleati di chi, gli Stati Uniti, ha invaso e bombardato la popolazione di quella terra. Non fu terrorismo, ma guerriglia. Come ci insegna la sentenza di Clementina Forleo: “È guerriglia quando l’attacco violento è indirizzato su obbiettivi militari, è terrorismo quando colpisce indiscriminatamente militari e civili”. E quello a Nassiriya fu un attacco a un obbiettivo militare. Esattamente come lo furono quelli dei partigiani ai tempi della Resistenza.

Solo che quella volta noi eravamo gli invasi, mentre in Iraq (così come oggi in Afghanistan) eravamo gli invasori e se la popolazione locale giustamente si ribella all’invasione allora ci indigniamo. Mentre per i morti che abbiamo fatto e facciamo tutt’ora non c’è spazio nei messaggi di Napolitano. Quelli sono morti un po’ meno morti dei nostri.

Siccome sono tutti impegnati a commuoversi, nessuno ricorda il perché della vergognosa guerra all’Iraq. La ragione che ci hanno raccontato (quella vera é ovviamente il petrolio) é che Saddam Hussein era un dittatore sanguinario. Peccato che Saddam lo fosse già dal 1980 al 1988 quando commise i suoi crimini peggiori come la strage di Halabja in cui cinquemila curdi iracheni morirono bombardati dalle armi chimiche di Saddam. Ma in quegli anni Saddam aveva l’appoggio degli Stati Uniti e dell’occidente. Gli stessi che poi gli hanno fatto la guerra. Una bucciottata incredibile. La cosa ancora più assurda é che crediamo anche di aver vinto quella guerra. Tutti ci scordiamo della guerra civile fra sunniti e sciiti che causa morti quasi ogni giorno ( il sito iraqbodycount.org conta fra i 109 mila ai 120 mila i morti causati dalla guerra in Iraq dal 2003).

Ma ragioniamo un attimo per assurdo e facciamo finta che l’occidente non abbia mai appoggiata Saddam. Voler abbattere una dittatura e voler esportare la democrazia non é una ragione minimamente valida per invadere un paese. Innanzitutto perché allora dovremmo invadere mezzo mondo, fra cui la Cina. E poi perché voler imporre le proprie istituzioni e i propri valori in un altro paese che ha le proprie istituzioni e i propri valori é quanto di più arrogante, razzista e totalitario si possa fare. Il rispetto per le culture altrui é morto così come tutti quei civili che l’occidente ha ucciso in nome della democrazia.

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