Io sto con i tifosi del Genoa

Tutti dicono che quello che è successo domenica a Marassi durante Genoa-Siena è stata una vergogna, un atto di arroganza violenta dei tifosi, addirittura su twitter c’è chi parla di “principio di guerra”. Ma le ragioni degli ultras genoani, per chi ama lo sport del calcio, non sono solo condivisibili, ma anche giuste.

di Giacomo Cangi

sculli_ultras_genoaChi condanna i tifosi del Genoa non sa cosa vuol dire amare una squadra e vedere i giocatori che la vestono umiliarla. Non sono violenti, non hanno fatto male a nessuno e non ne avevano la minima intenzione. Volevano che i giocatori, autori di una prestazione vergognosa per oltre 50 minuti, restituissero quella maglia storica a chi la ama davvero: i tifosi. Non è vero, come stanno dicendo e sicuramente continueranno a dire in televisione che i tifosi contestavano il fatto che il Genoa stesse perdendo(da cui tutto il discorso sul fatto che in Italia non abbiamo la cultura del saper perdere), ma il fatto che stesse perdendo in quel modo. Senza voglia di lottare, senza grinta, senza passione.

Io capisco e sostengo i tifosi del Genoa perché anche io come loro ho visto i giocatori della mia squadra indossare immeritatamente quella maglia ed insultarla con le loro prestazioni vergognose. Ma non perché non avessero grandi doti tecniche(quelle con la grinta e l’entusiasmo si sostituiscono, e i tifosi lo sanno) ma perché, da mercenari quali sono la grande maggioranza dei calciatori, di quella maglia non gli importava niente ed entravano in campo svogliati, quasi come se fossero obbligatori con la forza(come se non prendessero stipendi stellari per farlo).

Anche io, come i tifosi del Genoa, penso che solo chi ama, rispetta e soffre per la maglia che indossa ha il diritto di indossarla. Poi si può anche perdere pesantemente. Se l’avversario è più forte non c’è nulla da dire se non fargli i complimenti. Ma quello che i giocatori dovrebbero fare è dare sempre e comunque il trecento percento.

Quando gli all blacks stravincono con risultati quasi imbarazzanti i tifosi della squadra opposta non fischiano i giocatori. E il motivo è semplice: perché nel rugby anche se l’avversario è tra i più forti del mondo si da comunque il massimo in campo e a fine partita i giocatori potranno guardarsi e dire “Abbiamo dato tutto quello che potevamo, non abbiamo rimpianti. Complimenti all’avversario che si è dimostrato più forte”. Ma questo può avvenire nel rugby, sport che ancora non è stato avvelenato dai fanta milioni e dove di conseguenza ci sono ancora valori importanti, intoccabili, sacri. Non nel calcio, sport in cui gli ingaggi hanno sostituito qualsiasi tipo di motivazione non puramente materiale, economica. I tifosi del Genoa hanno dimostrato che a tutto questo loro non ci stanno. Non posso che apprezzarli.

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