E adesso governate

Bisogna sempre fare i complimenti a chi vince quindi complimenti a Pier Luigi Bersani per la vittoria alle primarie. Adesso però comincia il bello, che cosa intende fare?

 

di Giacomo Cangi

bersani_birra_da_spillareDi promesse ne abbiamo sentite tante e le continueremo a sentire ancora a lungo, ma agli italiani (giustamente) già non ne possono più. A fare promesse sono capaci tutti, ma a mantenerle nessuno ci è riuscito, o almeno nessuno negli ultimi vent’anni. E credere alle promesse di chi già è stato a lungo in Parlamento risulta particolarmente difficile. Gli sfidanti dovranno fare una campagna elettorale molto concreta in cui gli ideali passeranno in secondo piano.

E cosa c’è di più reale e concreto che parlare del proprio futuro governo? Se Bersani volesse conquistare i tanti elettori di Renzi che non andranno a votare Pd alle elezioni politiche dopo la sconfitta del sindaco fiorentino dovrebbe annunciare a tutti quali saranno i suoi ministri.

Innanzitutto dovrebbe rivedere un po’ i numeri. Venti, come ha annunciato al confronto con Renzi alla Rai, sono troppi. Basta con gli sprechi. Dieci ministri sono più che sufficienti, in Svizzera sono addirittura sette. E poi ovviamente i ministri dovrebbero essere presentabili. Dovrebbe evitare, tanto per parlare chiaro, di fare come Prodi che nel 2006 propose Mastella (Mastella!) ministro della giustizia. E Napolitano ovviamente non ebbe nulla da obiettare e lo nominò. Inoltre Bersani dovrebbe imporre che i ministri non siano anche parlamentari, cosa che nella vicina Franca é obbligatoria.

La mia proposta per Bersani é questa. Ministro degli interni: Sonia Alfano. Quarantuno anni, attualmente parlamentare europeo eletta come indipendente nelle liste dell’Italia dei Valori ottenendo complessivamente 165.000 preferenze. Una vita dedicata all’antimafia. Ministro degli esteri: Debora Serracchiani. Quarantadue anni, anche lei parlamentare europeo eletta con 144.558 preferenze. Una delle poche figure che si salva all’interno del Pd, forse per questo mandata in esilio all’estero. Ministro della giustizia: Luigi De Magistris. Quarantacinquenne sindaco di Napoli ed ex magistrato. Nel 2007 quando era magistrato a causa delle sue inchieste scomode per alcuni politici il ministro della Giustizia Clemente Mastella chiese al CSM il suo trasferimento. Il CSM alla fine obbedì al ministro, ma De Magistris è stato poi assolto dall’accusa di non aver adottato le misure necessarie per impedire la “fuga di notizie” sull’inchiesta Inchiesta Why Not e da quella di aver avuto “rapporti disinvolti” con la stampa. Insomma, non aveva fatto nulla di sbagliato. Oltre che un ministro ultracompetente sarebbe anche una carica simbolica per dire che gli errori del passato sono stati capiti. Ministro dell’economia: Luigi Zingales. Esperto di economia (laureato alla Bocconi ha poi ottenuto un titolo accademico post laurea dal Massachusetts Institute of Technology e nel 2003 gli è stato conferito il Germán Bernácer Prize destinato a premiare il miglior economista under 40 nel campo della macro-finanza), professore all’università di Chicago, sarebbe anche un modo per dire che i cervelli migliori non li facciamo andare tutti all’estero.

Però Zingales dovrebbe accettare di dimettersi da consigliere di amministrazione della Telecom. Ministro dell’istruzione: visto che la migliore università Italiana è quella di Bologna perché non nominare ministro dell’istruzione il rettore dell’università di Bologna Ivano Dionigi? Magari riuscirebbe a portare tutta l’università italiana al livello di quella di Bologna. Ministro della salute: Ignazio Marino. Cinquantasettenne medico senatore dal 2006. Noto agli italiani per essersi presentato come candidato alle primarie del Pd del 2009, è stato uno dei componenti del team che ha eseguito gli unici due trapianti di fegato da babbuino ad uomo della storia ma anche autore del primo trapianto di organo su un sieropositivo in Italia e grande sostenitore di una legge per introdurre il testamento biologico in Italia. Ministro dell’ambiente: Laura Puppato.

La cinquantaseienne consigliere regionale del Veneto é stata il candidato per le primarie del contro-sinistra che più ha capito ed ha a cuore il tema dell’ambiente che oggi é una tematica centrale perché se si continua a produrre a questi ritmi le materie prime si esauriscono e il pianeta implode. Ministro del turismo e dei beni culturali: così come per l’istruzione qui ci starebbe bene un tecnico, quindi io consiglio a Bersani di proporre il direttore della galleria degli Uffizi Antonio Natali.  Ministro delle infrastrutture e dei trasporti: Nando dalla Chiesa, Deputato dal ’92 al ’94, dal ’96 al 2001 e senatore dal 2001 al 2006, grande esponente dell’antimafia. Saprebbe come tener fuori la criminalità organizzata dal mondo dei trasporti, campo da cui vengono tanti soldi e quindi di grande interesse. Ministro del lavoro: Maurizio Landini. Il segretario della FIOM non ha bisogno di presentazioni.

Questa chiaramente é la mia proposta, quella di Bersani può benissimo essere diversa, l’importante é che la presenti prima le elezioni e non dopo per evitarci brutte sorprese.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.